Truffa e peculato, sequestro da 165mila euro per una ginecologa dell’ospedale di Reggio

Dopo l’inchiesta Mala Sanitas un nuovo scandalo colpisce il reparto del Gom. Nei guai Francesca Stiriti

REGGIO CALABRIA Non c’è pace per il reparto di Ginecologia ed Ostetricia del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria. Dopo il ciclone “Mala Sanitas” – l’inchiesta sulla centrale del falso messa in piedi da dottori, infermieri e ostetriche per coprire errori anche fatali, sfociata in un processo che si avvia alla conclusione – un altro medico finisce nei guai. Questa volta non si tratta di diagnosi sbagliate o interventi maldestri, ma di truffa, peculato e abuso d’ufficio ai danni dell’azienda ospedaliera, che sono costati al dirigente medico Francesca Stiriti un sequestro da 165mila euro e un anno di interdizione  dalla professione.
Indagando sui medici del reparto, gli uomini della Guardia di Finanza, guidati dal procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e dal pm Sarà Amerio, si sono accorti che la dottoressa Stiriti, autorizzata a lavorare in regime di intra moenia allargato, dunque a fare visite private, non ha mai versato o quasi la quota dovuta all’azienda ospedaliera. In più, hanno scoperto i finanzieri, spesso e volentieri, dopo aver strisciato il badge per attestare la propria presenza in servizio, si allontanava dal reparto, magari anche per dedicarsi all’attività privata. Risultato, un danno non indifferente per l’Azienda Ospedaliera, che ha spinto gli inquirenti a chiedere per la Stiriti interdizione e sequestro. Istanze pienamente accolte dal gip. (a.c.)







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