Estorsioni a Lamezia, chieste 23 condanne per il clan Giampà

Invocate pene da 10 anni a 6 mesi. Sette le parti offese individuate, ma si sono costituite parte civile solo il Comune e l’associazione Antiracket

CATANZARO Ventitré richieste di condanna, con pene da 10 anni a 6 mesi, e due persone rinviate a giudizio. È questo il bilancio dell’udienza che si è tenuta venerdì mattina davanti al gup Antonio Battaglia circa una serie di estorsioni aggravate dal metodo mafioso che ricadono su alcuni esponenti del clan Giampà di Lamezia Terme.
Vittime sono commercianti e gestori di locali lametini e della costa. Sette le parti offese individuate ma nessuno si è costituito parte civile in giudizio tranne, come al solito, il Comune di Lamezia Terme, rappresentato dall’avvocato Caterina Restuccia, e l’Associazione Antiracket, difesa da Carlo Carere. Le estorsioni consistevano nell’imporre forniture della Gt distribuzione (intestata alla moglie di Giuseppe Giampà) ai locali, come nel caso del “Cartablanca” o della pizzeria “Pappa e Ciccia”.
In altri casi «mediante minaccia implicita di atti ritorsivi» si pretendeva da parte di Antonio Gallo di entrare gratis nei locali (come HangLooseBeach e Dandy-Samart) in cui questi organizzava serate di musica. La minaccia alla quale si piegava Gallo ricomprendeva, è scritto nel capo di imputazione, tutta la stagione estiva.
Estorsioni anche per il lido “Le B Club”, consistite nel fasi consegnare gratuitamente bottiglie di prosecco o quant’altro gli imputati richiedevano. E nella stagione estiva 2011 Angelo Torcasio avrebbe imposto al lido la guardiania di Vincenzo Giampà.

RICHIESTE DI CONDANNA Nel corso della requisitoria il pm Elio Romano ha chiesto la condanna di coloro che hanno chiesto il rito abbreviato: Emiliano Fozza,10 anni e 4000 euro di multa; Danilo Pileggi, 6 anni e 2000 euro di multa; Michelina Giampà, 8 anni e 6000 euro di multa; Luciano Trovato, 6 anni e 2000 euro di multa; Alberto Giampà (classe ’84) 6 anni e 2000 euro di multa; Alberto Giampà (classe ’81)6 anni e 2000 euro di multa; Giuseppina Giampà 6 anni e 1500 euro di multa; Rosa Giampà, 2 anni, 6 mesi e 2000 euro di multa; Domenico Chirico, 8 anni e 3000 euro di multa; Gianluca Giovanni Notarianni, 2 anni, 6 mesi; Antonio Voci, 2 anni e 1500 euro di multa; Maurizio Molinaro, 2 anni e 1500 euro di multa; Aldo Notarianni, 2 anni, 6 mesi e 2000 euro di multa; Luigi Notarianni, 2 anni, 6 mesi e 2000 euro di multa; Domenico Chirico, “U batteru”, 2 anni e 1500 euro di multa; Giuseppe Cappello “Cutulicchio, 6 anni e 2000 euro di multa; Luigi Paolino Meliadò, 3 anni e 1500 euro di multa; Giuseppe Giampà (collaboratore di giustizia), un anno, 6 mesi e 1200 euro di multa; Saverio Cappello (collaboratore di giustizia), un anno, 4 mesi e 800 euro di multa; Giuseppe Cappello (collaboratore di giustizia), un anno, 4 mesi e 800 euro di multa; Angelo Torcasio (collaboratore di giustizia), un anno, 4 mesi e 700 euro di multa; Umberto Egidio Muraca (collaboratore di giustizia), un anno 4 mesi e 800 euro di multa; Domenico Giampà (collaboratore di giustizia), un anno e 700 euro di multa. Per gli abbreviato il processo proseguirà il prossimo 15 luglio.
Rinviati a giudizio davanti al Tribunale collegiale, il prossimo 10 dicembre, Claudio Paola e Vincenzo Giampà detto “Enzo”. Nel collegio difensivo gli avvocati Giusy Caliò, Francesco Gambardella, Lucio Canzoniere, Leopoldo Marchese, Alessandra Marchese. (aletru)







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