Crotone, il caso Brisinda non è ancora chiuso

Dopo l’annullamento della sanzione a carico del primario, interviene la responsabile dell’Anticorruzione ospedaliera. L’atto potrebbe essere rivisto

di Gaetano Megna
CROTONE
Entra in campo l’anticorruzione. La vicenda è quella del primario di chirurgia dell’ospedale di Crotone, Giuseppe Brisinda, che lo scorso 13 giugno, con delibera n. 267 della direzione strategica aziendale, aveva ottenuto la cancellazione di una censura scritta. Il dirigente del dipartimento Affari generali e legali, nonché responsabile trasparenza dell’Asp di Crotone, Anna Giordano, ha già chiesto (o la richiesta sarà formalizzata nelle prossime ore) l’annullamento della decisione presa dalla direzione strategica dell’Asp di annullare la sanzione che, lo scorso 14 febbraio, era stata inflitta al primario dall’Ufficio procedimenti disciplinari aziendale.
Secondo quanto è stato possibile apprendere si tratterebbe di un atto dovuto da parte della responsabile trasparenza, considerato che la delibera firmata dalla direzione strategica potrebbe non avere i crismi della legalità. In sostanza la decisione dell’Ufficio procedimenti disciplinari non può essere modificata se non da un giudice del lavoro o dal Tribunale amministrativo regionale. L’atto, quindi, non sarebbe revocabile in via gerarchica, così come è avvenuto. Ecco perché interviene a chiarire la vicenda il responsabile anticorruzione. All’ospedale e al “Granaio”, dove sono allocati gli uffici dell’Azienda, non si parla d’altro. L’incarico all’Ufficio procedimenti disciplinari era stato dato il 6 luglio del 2018. Questo Ufficio era chiamato a valutare cinque questioni su cui il primario non avrebbe ottemperato alle regole. Dopo sette mesi di lavoro l’Ufficio si è pronunciato ed ha sanzionato il dirigente medico con la censura scritta, perché sui primi due punti messi sotto la lente d’ingrandimento erano state riscontrati comportamenti non del tutto confacenti.
Il 7 marzo scorso Brisinda ha presentato ricorso gerarchico sia alla direzione strategica dell’Asp pitagorica, che al dirigente generale del dipartimento della Salute della Regione Calabria. Il dirigente generale ha inviato una propria nota alla direzione dell’Asp pitagorica evidenziando che «il provvedimento assunto» nei confronti di Brisinda «sembra non commisurato all’entità della contestazione». Probabilmente è stata la nota della Regione a convincere il direttore generale facente funzioni dell’Asp di Crotone, Maria Berardi, a prendere la decisione di annullare il procedimento. Tutto sembra tornare in alto mare. (redazione@corrierecal.it)







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