Cavalcavia fantasma a Corigliano Rossano, (dopo 30 anni) riparte l’iter

La struttura, da decenni ferma ai piloni, si trova sulla provinciale 195, che dovrebbe servire per i collegamenti al nuovo ospedale della Sibaritide – VIDEO

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO L’ospedale della Sibaritide, sulla carta, ha scoperchiato un mondo. Esattamente a Insiti, contrada e terra di mezzo fra gli ex Comuni di Corigliano e Rossano, ma sulla sponda ausonica. Dopo l’inaugurazione della recinzione dei cantieri avvenuta durante l’ultima campagna elettorale per le Politiche 2018 e dopo qualche opera di sbancamento, il nuovo ospedale è notoriamente fermo al palo per le ormai annose vicende legate alla società che si è aggiudicata l’appalto e al bando regionale. Al nuovo stabilimento ospedaliero dovranno collegarsi tutta una serie di opere accessorie sotto la giurisdizione della Regione ma col comune di Corigliano Rossano come soggetto attuatore. Fra queste l’adeguamento della strada provinciale 195, sulla quale dovrebbe essere realizzato l’ospedale. La stretta provinciale, oggi, mette in comunicazione perpendicolarmente il vecchio tracciato della statale 106 – quello che attraversa il centro storico di Corigliano e lo scalo di Rossano “via” Piragineti – e l’attuale, ovvero la “E 90”.
Lungo la 195, poco più avanti rispetto all’ospedale, in località “Cicala”, insiste un cavalcavia ferroviario – a cinque campate e quattro pilastri – mai concluso. Un’altra piccola grande cattedrale nel deserto ferma ai primi piloni di sostenimento da almeno 30 anni. Oggi la provinciale è praticabile a mo’ di mulattiera in una certa parte, nei pressi del cavalcavia fantasma, solo attraverso un sottopasso ferroviario che consente il passaggio a senso unico alternato, rimasto com’era rispetto alla costruzione della ferrovia jonica, inaugurata in quel tratto nel 1860.
Proprio perché strategica per l’ospedale, negli anni scorsi, la Regione ha stanziato 6 milioni di euro per il completamento dalla 195 con annesso viadotto. Ma come sempre accade a queste latitudini, le procedure impantanatesi in anni di sabbie mobili della burocrazia, dovrebbero concludersi con l’inizio dei lavori – se tutto andrà per il verso giusto – nei prossimi mesi.
Perché con i fondi già stanziati dalla Regione, il soggetto attuatore, ovvero il Comune di Corigliano Rossano, attraverso la stazione unica appaltante della Provincia di Cosenza ha bandito la gara, scaduta proprio nei giorni scorsi, per complessivi 6 milioni, di cui 1,3 milioni già da tempo a disposizione dell’amministrazione comunale. Serviranno per la progettazione definitiva, la realizzazione della “nuova” 195 e del viadotto. Non è dato sapere al momento quante ditte abbiano partecipato e chi sarà l’incaricato, di certo toccherà al neo sindaco Flavio Stasi – fra le tantissime altre cose – occuparsi della vicenda e concluderla dopo anni di pastoie burocratiche e lavori iniziati negli anni ’80.
La “nuova” 195 sarà strategica, non solo per l’ospedale – se e quando sarà – ma per la sua baricentricità rispetto al territorio della nuova città. La provinciale oggi sembra avere più l’aspetto di una strada interpoderale ma dopo i lavori sarà percorribile a due corsie da 3,5 metri l’una con due banchine da 1,25 metri. Il viadotto, invece, come da relazione tecnica sarà costituito da cinque campate da 25 metri ciascuna, più quella che scavalca il tratto ferroviario da 45, per una lunghezza complessiva di 170 metri.
Un’opera cruciale, insomma, che dovrebbe vedere la luce dopo trent’anni, beneficiando dell’ospedale della Sibaritide, anche se quella relativa al polo sanitario unico è tutta un’altra intricatissima storia. (l.latella@corrierecal.it)







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