Clan in Emilia, i Grande Aracri al gip: «Non c’entriamo niente con la ‘ndrangheta»

Francesco, Paolo e Salvatore, fratello e nipoti del boss Nicolino, sono stati arrestati nella recente operazione “Grimilde”

REGGIO EMILIA Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Francesco, Salvatore e Paolo Grande Aracri, rispettivamente fratello e nipoti del boss Nicolino già coinvolto in “Aemilia”, il più grande processo al nord contro la ‘ndrangheta.
I tre familiari del boss sono stati arrestati a Brescello, nella Bassa reggiana dove la cosca aveva messo radici, durante il blitz della polizia nell’operazione “Grimilde” nella notte fra lunedì e martedì scorso.
«Noi non c’entriamo niente con la ‘ndrangheta, sono cose che in casa nostra non sono mai entrate;
paghiamo il fatto di chiamarci Grande Aracri». Sarebbe questa l’unica frase, secondo quanto appreso successivamente, che avrebbe detto Paolo Grande Aracri al Gip.







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