Call center, lavoratori a rischio: scontro tra la “Abramo” e i sindacati – VIDEO

Accesa discussione tra la società e le organizzazioni. Critiche per la richiesta di applicazione del fondo integrativo

CATANZARO I numeri diffusi nei giorni scorsi parlano di un’occupazione in crescita in Italia, così come non accadeva da decenni. Ma tra ottimismo e segnali positivi per il futuro, ci sono ancora alcuni settori che risentono di una crisi che appare irreversibile. Fra questi quello delle telecomunicazioni e dei servizi offerti dai numerosi call center presenti ancora sul territorio nazionale, così come in Calabria.
Ed è proprio nella nostra regione che si registrano i numeri più negativi: in questi giorni, infatti, è accesissima la discussione tra Abramo Customer Care, Tim e i sindacati.
Al centro, la richiesta aziendale di applicare Fondo integrativo salariale al 40% per le sedi di Montalto Uffugo, Lamezia Terme e Crotone.  Una prospettiva ritenuta inaccettabile dai sindacati, che ha anche criticato duramente la chiusura dell’azienda. Prospettive, dunque, allarmanti per un settore, quello delle telecomunicazioni, ancora ignorato dall’agenda del governo gialloverde e dal ministro del Lavoro, Di Maio.
Preoccupati i sindacati con Alberto Ligato (Slc Cgil Calabria e Basilicata) che ha incontrato i vertici aziendali, senza ottenere risposte positive: «Avevamo chiesto di effettuare un percorso di formazione, di riqualificazione e di provare a spalmare il disagio su più persone, senza pesare sempre e solo sugli stessi dipendenti».
«Il costo minimo del lavoro nei call center – ha detto – non viene mai applicato per colpa di Tim che non aggiorna mai il tariffario per i servizi offerti».





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