Crotone, scontro Congesi-Sorical sull’erogazione dell’acqua

Il Consorzio scrive alla Regione dopo il “taglio” nell’erogazione: «Azione vessatoria nei confronti dei cittadini». E chiede di poter gestire tutto il sistema

di Gaetano Megna
CROTONE La Sorical non garantisce la fornitura dell’acqua e il Congesi, il consorzio che si occupa della distribuzione per il 71% della popolazione del Crotonese, chiede alla Regione Calabria di potere gestire direttamente tutto il sistema (captazione, adduzione e distribuzione). Da ieri a Crotone non c’è acqua a sufficienza e il Congesi ha dovuto mettere in atto la razionalizzazione. L’acqua fornita dalla Sorical, con l’aumento del caldo e della popolazione per il periodo estivo, non è più sufficiente. Nelle case il prezioso liquido, in alcune ore della giornata, arriva a gocce o non arriva per niente. Parte, così, la protesta dei cittadini nei confronti del Congesi, che punta il dito contro la Sorical «ormai in liquidazione da più di sei anni». L’accusa è pesante: «Dopo due anni di apparente quiete», il fornitore all’ingrosso «ha ripreso l’azione vessatoria e volutamente coercitiva nei confronti della città di Crotone, del suo territorio provinciale e dei cittadini». Il principio è sempre lo stesso: se non paghi la bolletta, così come è stato chiesto, ti riduco l’erogazione. Secondo il Congesi, che da tre anni gestisce il sistema idrico integrato di 13 comuni consorziati (71% della popolazione dell’intera provincia), di bollette ne sono state pagate. La cifra complessiva versata nelle casse della Sorical ammonterebbe a tre milioni di euro. Il Congesi ha pagato tutto quello che era nelle condizioni di pagare. Si aspettava, quindi, un trattamento diverso che, a parole, c’è pure stato. Alla richiesta di Congesi di aumentare la quantità di acqua in questo periodo la Sorical avrebbe anche risposto positivamente poi, però, l’erogazione in più non c’è stata. A questo punto, il Congesi ha chiesto l’accesso agli atti, perché vuole verificare se anche altri territori della Calabria abbiano avuto la riduzione dell’acqua. Verificare se non siano stati utilizzati due pesi e due misure. È stato calcolato che l’eventuale gestione diretta di tutto il sistema consentirebbe al Congesi di ridurre di un terzo il costo finale, ovviamente con grandi benefici per l’utenza. Tocca alla Regione valutare e prendere una decisione. (redazione@corrierecal.it)







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