Spiaggia dell’Arcomagno, nessun abuso. Assolto l’imprenditore Filippo Paola

I legali, Claudio Cavaliere ed Enzo Belvedere durante la discussione, sono riusciti a dimostrare la non riferibilità all’imputato della condotta a lui contestata

COSENZA Sono state depositate dal Tribunale Penale di Paola le motivazioni della sentenza assolutoria emessa nei confronti del noto imprenditore Filippo Paola, legale rappresentante della Immobiliare  Mediterranea s.p.a. La società d’investimento, operante su tutto il meridione, è presente in modo significativo sull’alto tirreno cosentino, in particolare nel comune di San Nicola Arcella ove è licenziataria stagionale di diversi lotti demaniali marittimi, nella  fascia costiera dell’Arcomagno.  Nel 2016, a seguito di opposizione a decreto penale di condanna scaturito dall’attività di accertamento svolta nel gennaio del 2014 dalla Guardia Costiera di Maratea, l’imprenditore Filippo Paola veniva tratto a giudizio con un’accusa articolata in tre capi d’imputazione. Al primo capo di imputazione veniva contestata la violazione dell’art. 1161 Codice della Navigazione, poiché si riteneva che l’imputato avesse occupato arbitrariamente, oltre il periodo previsto nelle licenze, i suoli di cui alla concessione mediante opere strutturali. Nel secondo capo di imputazione le medesime opere venivano descritte in relazione al reato previsto e punito dall’art. 44 lett. c) del D.P.R. n. 380/2001, per aver eseguito illegittimamente strutture adibite a chiosco-bar, ad infermieria ed una struttura adibita a servizi igienici.Al terzo capo di imputazione rispondeva del reato p. e. p. dagli artt. 110 c.p., 181 dlg.s n. 42/04 per aver eseguito le opere in zona sottoposta a vincolo paesaggistico ed in assenza delle prescritte autorizzazioni. L’imprenditore Filippo Paola, difeso dagli avvocati Vincenzo Belvedere e Claudio Cavaliere, nonostante la richiesta di condanna formulata dall’Ufficio di Procura nei suoi confronti, è stato assolto con formula piena, ai sensi dell’art. 530 co. 1 c.p.p., dalle accuse a lui mosse.La decisione è intervenuta a conclusione di una lunga attività istruttoria, caratterizzata dall’iniziale escussione dei testimoni del Pubblico Ministero ed alla relativa produzione documentale, a cui ha fatto seguito il decisivo esame dei testimoni a discarico svolto dai difensori dell’imputato. I legali, con un’attenta discussione, sono riusciti a dimostrare la non riferibilità al Filippo Paola della condotta a lui contestata.







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