Polizia di Catanzaro, presentati tre nuovi dirigenti

Il Questore Di Ruocco presenta, insieme ai nuovi gradi, Turi, Consoli e Caliò, rispettivamente all’Anticrimine, alla direzione amministrativa e alla Digos

CATANZARO Il questore di Catanzaro, Amalia Di Ruocco, ha presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, tre nuovi dirigenti in servizio presso la Questura. I tre arrivi sono Antonio Turi, che è il nuovo dirigente della Divisione anticrimine, Giancarlo Consoli, nuovo dirigente della Divisione polizia amministrativa, sociale e dell’immigrazione, e Antonio Caliò, nuovo dirigente della Digos. Turi, nato a Montegiordano (Cosenza) nel 197, in polizia dal 1992, ha lavorato a Firenze, Reggio Emilia, Vibo Valentia, infine dal 2013 è stato capo della sezione operativa della Direzione investigativa antimafia di Catanzaro. Consoli, nato a Catania nel 1969, è entrato in Polizia nel 1998 e ha svolto in passato servizio a Caltanissetta, Enna e Agrigento, mentre Caliò, nato a Cariati (Cosenza) nel 1984, è entrato in polizia nel 2013 e ha prestato servizio, tra le varie località, a Bolzano e Brindisi. Il questore Di Ruocco ha salutato i tre nuovi dirigenti affermando che «porteranno, con il loro bagaglio di alta professionalità, un ulteriore arricchimento a una Questura che richiede grande impegno». La Di Ruocco ha anche presentato i nuovi segni distintivi, in pratica i nuovi gradi, della Polizia di Stato, ufficiali da ieri dopo la presentazione del capo della Polizia. «E’ l’ultima fase di un lungo cammino fatto dopo la smilitarizzazione, un cammino sempre al fianco delle persone. Li presentiamo – ha spiegato il questore di Catanzaro – sempre per renderci immediatamente conoscibili dai cittadini». Disegnati dall’esperto di araldica Michele D’Andrea, sono accomunati – ha ricordato la Di Ruocco – «dalla presenza dell’aquila dorata che torna oggi ad avere le ali spiegate, richiamando così quella adottata per la prima volta nel 1919 e di cui ricorrerà il centenario l’anno prossimo. Tra i principali nuovi elementi grafici introdotti: il “plinto araldico”, elemento che individua agenti e assistenti, costituito da una barretta orizzontale di colore rosso a rappresentare la struttura portante delle fondazioni di un edificio;, il “rombo”,che individua i sovrintendenti, con il suo profilo fusiforme richiama una punta di lancia simbolo di un dinamismo operativo temperato dall’esperienza; la “formella”, che caratterizzai funzionari, rivisitazione di quella realizzata dallo scultore quattrocentesco Lorenzo Ghiberti, vuole essere un richiamo alla bellezza e all’eleganza che contraddistinguono l’inestimabile patrimonio di civiltà e cultura del nostro Paese».







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