Alla Magna Graecia un convegno sull’accesso alle cure

L’iniziativa ha visto la partecipazione del rettore De Sarro e dei vertici di Farmindustria, Regione Calabria, Ordine dei Farmacisti, Ordine dei Medici

CATANZARO «L’equità di accesso alle cure sul territorio nazionale indica notevoli criticità diffuse in tutto il Paese, con ritardi notevoli in alcune regioni che incidono negativamente sui Lea». Lo riporta una nota dell’ufficio stampa dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. «Fra queste anche la Regione Calabria – è detto – che presenta elevati ritardi nella reale disponibilità delle nuove cure. Per discutere di questi aspetti l’Università Magna Graecia di Catanzaro guidata dal Magnifico Rettore Giovambattista De Sarro ha organizzato una importante giornata di lavoro, intitolata “Accesso alle cure in Regione Calabria – il ruolo dei prontuari regionali tra autonomie e sistema regionale”, svoltasi presso l’Università degli Studi Magna Graecia il 17 luglio, per fermarsi a riflettere sui dati dell’accesso alle cure nella nostra regione, sulle criticità permanenti e individuare insieme possibili vie d’uscita».
«Un tavolo di grande spessore istituzionale e specialistico – si legge nella nota – per analizzare e confrontarsi con alcune delle realtà nazionali tra le più rappresentative, al fine di favorire equità di accesso alle cure farmacologiche. Erano presenti, fra gli altri, e hanno preso la parola al tavolo: Antonio Belcastro, direttore generale gipartimento Tutela della salute regione Calabria; Franco Pacenza, Delegato alla Sanità Regione Calabria; Sinibaldo Esposito, vice presidente III Commissione “Sanità, Attività Sociali, Culturali e Formative” Regione Calabria; Patrizia Popoli, direttore Centro nazionale per la Ricerca e la Valutazione Preclinica e Clinica del Farmaco-Istituto Superiore di Sanità Roma; Massimo Scaccabarozzi, presidente Farmindustria».
«A precedere la giornata di studio – è detto ancora – una partecipata e davvero sentita serata di beneficenza, con un concerto rock della JC Band, capitanata dal Presidente di Farmindustria Scaccabarozzi, organizzato in collaborazione con l’Università Magna Graecia. Il ricavato è stato devoluto a Villa Gioia Onlus di Catanzaro, impegnata quotidianamente nel sostegno a persone con disabilità, in particolare ragazzi con autismo».
«In apertura dei lavori, il Magnifico Rettore De Sarro – prosegue la nota – ha fatto riferimento all’art. 32 della Costituzione, ispirato proprio al diritto fondamentale e universale alla salute di tutti gli esseri umani. Nella sua introduzione ha elencato i mali più acuti del nostro territorio».
«Tempi di attesa siderali per esami e cure – ha affermato – liste interminabili per i farmaci, tagli al personale medico e infermieristico per via del blocco delle assunzioni, che ha visto persi in 7 anni 3.800 professionisti. Questi numeri – ha domandato al tavolo il Magnifico – fanno della sanità in Calabria “un malato incurabile”? Questa giornata vuole offrire l’occasione per un confronto reale e quanto più possibile operativo, perché i calabresi non siano più considerati cittadini e, soprattutto, malati di serie B. L’esperienza acquisita negli ultimi anni – ha proseguito il Magnifico – e le valutazioni effettuate dalle associazioni dei pazienti, purtroppo, indicano differenze regionali, sia in termini di gestione delle risorse disponibili che nei tempi di accesso alle cure che, nella regione Calabria, sono ritardate dal fatto che la Commissione PTR, si riunisce soltanto due volte l’anno».
«A causa del nuovo Decreto Calabria – ha sottolineato Il direttore Belcastro – stiamo vivendo un periodo “caldo” da ogni punto di vista. Ciononostante, posso dire che benché la percezione dei cittadini sia spesso diversa, e nonostante le difficoltà non manchino, la sanità calabrese esprime anche molte positività ed eccellenze». Per quanto riguarda il prontuario regionale, pur definendolo «all’avanguardia», il dirigente ha subito aggiunto che «un gruppo di lavoro sta operando per migliorarlo come tempi di accesso per i nuovi farmaci». «Per la dirimente gestione dei tempi di attesa del farmaco, la mia opinione – ha concluso Belcastro – è che debba passare attraverso un confronto costante e diretto fra clinici, farmacisti e industria».
Sull’importanza della rapidità e uniformità di fruizione dei medicinali a livello nazionale si è soffermato il presidente Farmindustria Scaccabarozzi. «Concordo sul dire – ha affermato – che non può essere un Decreto a risolvere problemi che, come quello che si registra in Calabria, è dal mio punto di vista di programmazione e gestione. La digitalizzazione può dare un contributo importante: bisogna essere in grado di gestire la spesa nel suo insieme e allocarla dove serve».
«Anni fa – ha proseguito il numero uno di Farmindustria – si moriva di HIV, di diabete, di epatite. Oggi abbiamo aspettative di cura dieci anni fa impensabili, e operiamo su una frontiera epocale come la genomica. Per non vanificare i traguardi raggiunti dalla ricerca, la gestione sui territori è cosa fondamentale. Anche perché, voglio ribadirlo, è curandosi per tempo, assicurando tempi di accesso alle nuove cure rapide, al costo più basso e anche con i dovuti vaccini, che ci si cura spendendo meno. Ha senso ancora oggi far aspettare un anno, i pazienti di alcune regioni per l’accesso alle cure di farmaci come gli oncologici che, magari, garantiscono due anni di vita in più? Se si perde quell’anno – ha fatto notare il presidente Farmindustria – , il paziente si è visto ridurre la sua aspettativa di vita mentre, in un’altra regione, il paziente che ha avuto un rapido accesso alla cura, può sperare nell’aumento dell’aspettativa di vita dei due anni e magari nel frattempo, grazie allo sviluppo della ricerca, usufruire di nuove terapie che potranno ulteriormente prolungarnla. Infine – ha affermato Scaccabarozzi – voglio sottolineare che oggi molta della farmacia pubblica è Made in Italy: accanto alla Moda e al Food, anche la Farmacia è una fetta positiva del nostro Pil».
Il delegato alla Sanità regionale Pacenza, portando il saluto del presidente Mario Oliverio trattenuto a Roma, ha sottolineato «l’impegno incessante della Regione, per quanto rimasto nelle competenze dei nostri Enti», e assicurato «l’importanza di difendere e avere cura di un sistema sanitario universalistico, pur fra mille difficoltà, senza mai pensare ad un modello in cui ognuno guardi solo al proprio recinto».
Esposito ha rimarcato «il grande lavoro ancora da fare in Calabria per garantire una buona sanità e cure eguali per tutti i cittadini, come sancito dalla nostra Costituzione. Su questa linea certamente l’incontro odierno promosso dal Magnifico Rettore è buon punto di partenza perché tutti insieme si possa invertire la rotta. Inoltre, la persona del Rettore, in quanto membro della Commissione Tecnico Scientifica dell’Aifa e membro della Commissione Regionale del Prontuario è la migliore garanzia per una regione come la nostra” e, rivolgendosi al dott. Belcastro, lo ha esortato a sfruttare meglio le sue competenze e raccomandazioni».
«La seconda sessione dei lavori – si legge ancora nella nota – è stata introdotta dalla relazione della dott.ssa Popoli, Presidente della Commissione Tecnico-scientifica di Aifa che, presentando i risultati dei tempi di accesso della nostra regione pubblicati nel 2017, ha evidenziato come la Calabria si comportasse bene. Purtroppo da due anni a questa parte, come evidenziato anche da Felice Lentidoro di Cittadinanza Attiva, a causa di alcune modifiche introdotte nella governance della farmaceutica e con il limite delle due riunioni anno della Commissione del Prontuario Terapeutico Regionale, i tempi di accesso per i nuovi farmaci, sia innovativi che A pht, si sono allungati, vanificando i risultati dalla nostra regione, presentati da Popoli».
«Da segnalare, comunque, gli esempi positivi in Calabria, presentati da Simona Mirarchi e confermati dal Vincenzo Ferrari che ci dimostrano come, l’Ufficio regionale della distribuzione per conto abbia ottenuto notevoli risparmi attraverso un costante controllo e una continua rinegoziazione dei prezzi con le aziende produttrici. I modelli delle regioni come il Lazio, la Campania e il Veneto hanno dimostrato come il recepimento rapido dei farmaci con il miglior prezzo accessibile e l’applicazione di percorsi diagnostico terapeutici appropriati, consentono un’elevata qualità di accesso alle cure e riconoscono alle Commissioni dei PTR un ruolo nel solo monitoraggio e nell’appropriatezza prescrittiva».
«Elevato, dunque, il livello tecnico dei lavori all’Università Magna Graecia – ha concluso la nota – al termine dei quali non resta che augurarsi una buona cura per il sistema sanitario calabrese. È innegabile che spetterà ora alla Regione trovare quei margini di azione che permetteranno da un lato di recepire le cure farmacologiche e dall’altro di rispettare l’equilibrio economico-finanziario del bilancio regionale».







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