«La Lombardia è stata colonizzata dalla ‘ndrangheta»

Il capo della Dda di Milano lancia l’allarme in occasione della commemorazione della strage di via D’Amelio: «I clan costruiscono il consenso e offrono servizi a imprenditori e politici»

MILANO «Assistiamo a una decadenza morale e la nostra Regione ha un problema di colonizzazione da parte della ‘ndrangheta. Un problema che è di tutti noi». Così il magistrato a capo della Dda, Direzione distrettuale antimafia, di Milano, Alessandra Dolci, è intervenuta alla commemorazione della strage di via D’Amelio, dove perse la vita 27 anni fa, ucciso dalla mafia, il giudice Paolo Borsellino. La commemorazione si è tenuta ai giardini della città intitolati a Falcone e Borsellino. La ‘ndrangheta «nei nostri territori sta portando avanti un processo di costruzione del consenso – ha aggiunto –, perché offre servizi appetibili per i nostri imprenditori, che vanno magari a cercarla, e per i politici che si vogliono candidare alle amministrative, che vanno alla ricerca di quei voti». Infine un ricordo di «quel periodo e di Falcone e Borsellino, che si sono sentiti abbandonati dallo Stato e dalle istituzioni nella lotta alla mafia, che sembrava invincibile».







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