Altri due morti, nella Sibaritide sale la tensione – VIDEO

Quattro vittime di agguati e due presunti casi di lupara bianca in poco più di un anno. Il film dell’agguato costato la vita a Pietro Greco e Francesco Romano

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO
Li hanno ritrovati senza vita in una punto grigia in contrada Apollinara, all’estremo nord ovest del territorio di Corigliano Rossano. Il fatto, con ogni probabilità è accaduto nella notte o all’albeggiare, in una stradina di campagna sterrata e stretta, perpendicolare alla strada Mordillo, ai confini fra i comuni di Corigliano Rossano, Cassano allo Jonio e Spezzano Albanese.
Le vittime, è possibile che siano state attirate sul posto e poi freddate, nonostante si fosse ipotizzato in prima battuta l’utilizzo del kalashnikov, forse con un fucile a canne lunghe, a pompa e automatico a sette colpi. Presumibilmente tanti quanti rinvenuti in prima battuta dai Carabinieri della Compagnia di Corigliano accorsi sul posto. Dove è giunto in mattinata anche il Procuratore del Tribunale di Castrovillari Eugenio Facciolla che poi ha affidato il caso ai sostituti procuratori Valentina Draetta e Mauro Gallone.
Pietro Greco, 39 anni, originario di Castrovillari ma residente a Cassano era già noto alle forze dell’ordine e sorvegliato speciale di pubblica sicurezza. Era ritenuto un esponente emergente della criminalità ed in passato era rimasto coinvolto nell’operazione “Knock out” sul controllo del traffico di droga. Francesco Romano, 44 anni, coriglianese, imprenditore agricolo, era incensurato.
Sul luogo del duplice omicidio i tecnici dei carabinieri hanno lavorato per ore alla ricerca di elementi utili alle indagini e per ricostruire la dinamica di quanto accaduto. I cadaveri sono stati trovati da alcuni agricoltori che hanno subito avvertito i carabinieri.
Proprio una delle ipotesi più accreditate, come accennato, è che i due uomini siano stati vittime di un agguato – probabilmente avvenuto nelle prime ore di martedì 23 luglio – lungo la strada e poi siano state giustiziate nell’area in cui è stata ritrovata la loro auto.
A terra i primi rilievi hanno indicato sette bossoli forse riconducibili al fucile a canne lunghe ma non è da escludere che sia stata utilizzata dai killer anche una pistola, anche perché i tecnici dei carabinieri per alcune ore hanno utilizzato un metal detector intorno alla punto dove sono state ritrovati i colpi. Non si esclude che già nelle prossime ore il fascicolo del caso possa essere trasmesso alla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro, diretta da Nicola Gratteri.
IL CROCEVIA Il territorio di contrada Apollinara, situata proprio ai confini – su tre lati – fra Corigliano Rossano, Cassano e Spezzano Albanese, potrebbe rappresentare il nuovo crocevia della ripresa recrudescenza criminale nella Sibaritide probabilmente tesa al controllo, la gestione e la supremazia del territorio.
Solo nell’ultimo anno, infatti, sono già quattro le vittime della lupara, più altri due ipotesi di “lupara bianca”. Proprio un anno fa – era giugno 2018 – veniva ucciso in pieno giorno a Villapiana, a colpi di kalashnikov e pistole, il presunto boss Leonardo Portoraro. Sei mesi dopo, stessa sorte era toccata a Pietro Longobucco, forse ucciso nella sua abitazione situata nel centro storico di Corigliano e poi trasportato al porto nel tentativo di occultarne il corpo, riaffiorato nelle acque dello scalo marittimo coriglianese. (l.latella@corrierecal.it)





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