Riserva Valli Cupe, Gastel esprime solidarietà al direttore Lupia

Per la presidente di MiTo, le dimissioni del direttore della riserva, rappresenterebbero «un suicidio per la Calabria»

CATANZARO «Una regione meravigliosa come la Calabria che io amo e frequento, speciale perché ricca di tutto, mare, montagna, bellezze architettoniche, sapori buoni come in nessun altro posto e con le case contadine tre le più belle al mondo, ha bisogno, per superare tutto ciò che le inibisce sviluppo e crescita, di professionisti come il dottor Carmine Lupia. Il “Fenomeno Valli Cupe”, apprezzato in Lombardia, Piemonte, da esperti naturalisti, da più Università, economisti e sociologi e che migliora l’immagine della Calabria, si identifica con Carmine Lupia. Il binomio è inscindibile, e scinderlo, specie per miopie localistiche, sarebbe per la Calabria come un suicidio». È quanto afferma l’esperta d’arte Anna Gastel, presidente di MiTo (il Festival di musica classica organizzato dalle città di Milano e Torino), in relazione alla decisione del direttore della Riserva regionale Valli Cupe di rimettere il suo mandato.
«Le dimissioni di Lupia da direttore della Riserva istituita dalla Regione Calabria – prosegue Gastel – mi inducono a esprimere la mia solidarietà non solo ad un botanico conosciuto in Italia e all’estero per i suoi studi, e non solo ad un professionista capace di realizzare idee innovative, ma anche ad una persona che stimo per la sua disinteressata passione e abnegazione, la profonda rettitudine e trasparenza, il suo civismo e la sua disarmante umanità. Spiace per le incomprensioni subentrate nell’ultimo anno tra la direzione della Riserva e l’Ente Gestore, ma non c’è dubbio che anche le criticità possono servire per assumere scelte che, superando la palude delle contrapposizioni e riformando la legge istitutiva, possano potenziare la Riserva, consentendole di proseguire il lavoro di riscoperta dei punti di forza dei luoghi e di valorizzazione dei beni ambientali». «Nel corso delle mia esperienza – sostiene ancora Gastel, nipote di Luchino Visconti e primo battitore donna nella storia di Cristie’s, la più antica casa d’aste del mondo – ho constatato quanto spesso sia facile distruggere in un solo giorno ciò che è costato sudore e fatica. Ci si mette di traverso la burocrazia e l’ipocrisia di chi respinge la cultura contadina perché se ne vergogna, quando invece la saggezza contadina è straordinaria come testimoniano Olmi e i fantastici documentari di Vittorio De Seta. La Riserva e il dottor Lupia hanno agito per riscattare le radici identitarie del territorio dialogando proficuamente con altre realtà fuori regione, perciò non si bruci questa esperienza, esemplare per amore verso la propria terra e coraggioso spirito d’iniziativa, che invece, soprattutto ora, va aiutata per superare le difficoltà con fiducia e forza, sorretta e protetta».







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