Scontro sui budget ai privati, la palla passa al giudice ordinario

Il Tar dichiara inammissibile il ricorso della Igreco sul decreto per la restituzione dei fondi 2015-2016 alla ex Casa di Cura Madonna della Catena

CATANZARO La controversia «rientra nella giurisdizione del giudice ordinario» perché riguarda «un’ipotesi di restituzione dell’indebito, ossia dell’adempimento di un’obbligazione di diritto privato, il cui giudice naturale è quello civile». Per questo motivo il Tribunale amministrativo regionale ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da Igreco Ospedali Riuniti srl contro il decreto con cui la struttura commissariale che regge la sanità calabrese lo scorso 20 giugno ha dato mandato all’Asp di Cosenza «di procedere immediatamente al recupero coattivo delle somme (in totale 3,9 milioni di euro, ndr) oggetto dell’incremento di budget non dovuto per gli anni 2015 e 2016» che erano state erogate alla stessa società che ha inglobato la ex Casa di Cura Madonna della Catena.
La vicenda, come abbiamo ricostruito qui, prende le mosse da una recente sentenza del Consiglio di Stato favorevole alla struttura Villa del Sole, che aveva proposto ricorso contro la Regione Calabria, l’Asp di Cosenza, il commissario al Piano di rientro e nei confronti della Igreco ospedali riuniti srl. La casa di cura cosentina chiedeva ai giudici la riforma di una sentenza del Tar Calabria concernente i «tetti di spesa per l’acquisto di prestazioni di assistenza ospedaliera per gli anni 2015 e 2016». Il secondo grado del giudizio amministrativo ha deciso di annullare «i provvedimenti di assegnazione del budget» impugnati da Villa del Sole, portando a una rideterminazione dello stanziamento determinato dall’Azienda di Cosenza «nella parte concernente il budget assegnato alla Casa di Cura “Madonna della Catena”(poi inglobata nella Igreco ospedali riuniti srl, ndr)» nei due anni in esame. La società Igreco Ospedali Riuniti ha dunque impugnato il Dca emanato dal commissario Saverio Cotticelli e dall’allora subcommissario Thomas Schael sulla scorta della sentenza del Consiglio di Stato, ma il Tar ha ora dichiarato il ricorso inammissibile sia per difetto di giurisdizione sia nella parte in cui viene contestata la rideterminazione delle somme assegnate operata dalla struttura commissariale.







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