Il Tar accoglie il ricorso: la “Vibo sviluppo” rimane in piedi

Al centro della vicenda un finanziamento da 8 milioni per il porto. La società è il soggetto responsabile del Patto territoriale

CATANZARO Rimane in piedi e si salva dalla liquidazione la società Vibo sviluppo spa. La prima sezione del Tar di Catanzaro ha accolto il ricorso presentato dalla Vibo sviluppo spa che chiedeva l’annullamento di una nota del 26 luglio 2016 del ministero dello Sviluppo economico con la quale veniva revocato in autotutela un finanziamento di 8.157.938,64 euro. Ma procediamo con ordine.
Con il decreto 9992 del 5 dicembre 2011 il Ministero dello Sviluppo economico liquidava in favore di Vibo sviluppo spa (soggetto responsabile del Patto territoriale di ViboValentia,) la somma di oltre 8 milioni di euro.
La spa avrebbe dovuto usare 1.631.587,73 euro per garantire il proprio funzionamento quale soggetto gestore, mentre 6.526.350,91 euro erano destinati per la realizzazione di una o più opere infrastrutturali, in particolare era stata individuata quale opera da finanziare, la riqualificazione del molo Malta e della banchina Cortese del porto di Vibo Valentia.
Tuttavia, con una nota il 29 aprile 2016 la direzione generale per gli incentivi alle imprese del Ministero dello Sviluppo economico ha comunicato che non era possibile approvare il finanziamento dei lavori di riqualificazione del porto.
Di seguito veniva adottato il provvedimento con cui, proprio in considerazione della mancata approvazione dell’opera infrastrutturale cui erano destinate le somme liquidate, è stato revocato in autotutela l’originario provvedimento di liquidazione del finanziamento.
IL RICORSO Al provvedimento si è opposta la Vibo sviluppo spa – rappresentata dagli avvocati Domenico Colaci, Anselmo Torchia e Luisa Torchia – che ha presentato ricorso al Tar. Tra le altre cose nel ricorso, discusso il 5 giugno scorso dall’avvocato Anselmo Torchia, si sottolinea come «Vibo sviluppo spa avrebbe acquisito il diritto all’utilizzazione dei fondi di cui si tratta, non strettamente vincolati alla realizzazione dell’opera di riqualificazione del porto di Vibo Valentia; il Ministero dello Sviluppo Economico avrebbe violato tale diritto».
Il collegio rileva come che «al momento dell’adozione del provvedimento impugnato lo stesso Ministero dello Sviluppo economico aveva comunicato alla società ricorrente la possibilità di un reimpiego delle risorse in altre opere infrastrutturali. E in effetti, in corso di giudizio e con decreto n. 2538 del 7 agosto 2018, la direzione generale per gli incentivi alle imprese ha approvato le nuove opere infrastrutturali indicate dalla società ricorrente».
Dunque la Vibo Sviluppo ha la possibilità di rimodulare la destinazione di tali fondi. (aletru)







Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto