Impianti sportivi a Rende, il Consiglio di Stato accoglie richieste Comune

A Manna il primo round in appello. Il Tar aveva annullato l’affidamento degli oltre 33mila metri quadrati attraverso un project financing

di Michele Presta
RENDE
Sugli impianti sportivi di Commenda, nel comune di Rende, il Consiglio di Stato rimescola le carte. I giudici di appello hanno accolto, inaudita altera parte, la sospensiva della sentenza emessa dal Tar calabrese lo scorso mese di luglio. Il Tribunale amministrativo regionale, infatti, con sentenza aveva annullato la procedura bandita dal comune per l’affidamento, attraverso un project financing, della progettazione definitiva ed esecutiva nonché di tutta la riqualificazione e gestione dell’impianto sportivo che si trova a Commenda di Rende. Il Consiglio di Stato, accogliendo seppur in fase di sommaria deliberazione, le tesi difensive proposte dagli avvocati Valerio Zicaro e Paolo Florio, legali del comune di Rende, ha ritenuto la sussistenza: «Dell’estrema gravità e urgenza tali da non consentire neppure la dilazione della trattazione cautelare fino alla camera di consiglio». Accogliendo la richiesta di sospensione dell’efficacia della sentenza, ha fissato per la discussione, la camera di consiglio del 19 settembre 2019.

LO SCONTRO SUGLI IMPIANTI SPORTIVI La querelle che riguarda la vicenda degli impianti sportivi di Commenda è stata al centro della campagna elettorale e non solo. «Abbiamo ripristinato la legalità» ha detto il sindaco Marcello Manna, anche nel consiglio dedicato alle linee programmatiche. Sull’area di circa 33mila metri quadrati, infatti, sono presenti un consistente numero di aree dedicate alle discipline sportive: 6 campi da tennis in terra rossa, 1 campo sintetico, 1 campo di minibasket, 1 campo di calcetto ed una piccola palestra attrezzata. L’Amministrazione comunale aveva bandito una procedura aperta volta all’affidamento, in concessione, in finanza di progetto, dell’intera area. Il precedente gestore, Asd Tennis Club di Rende, dell’impianto «peraltro moroso» evidenziano i legali, aveva impugnato il bando ritenendolo illegittimo. Il Tar Calabria, dapprima, aveva accolto la richiesta cautelare proposta dall’associazione sportiva con ordinanza cautelare ma l’amministrazione comunale ha impugnato l’ordinanza ottenendone la riforma, in sede cautelare, da parte del Consiglio di Stato. Tuttavia, all’esito del giudizio di merito, i giudici della giustizia di primo grado, hanno confermato la propria decisione resa in sede cautelare e, in accoglimento del ricorso proposto dall’Associazione sportiva, avevano annullato la procedura. Il Comune di Rende ha proposto appello avverso la sentenza denunciando numerosi profili di illegittimità e, contestualmente, ne ha richiesto la sospensione cautelare dell’efficacia lamentando ed allegando un pregiudizio grave e irreparabile. Il Consiglio di Stato, con il decreto numero 461/2019 del 12 agosto 2019, ha condiviso la sussistenza dei presupposti di gravità ed irreparabilità, oltreché di sommaria fondatezza delle ragioni rappresentate dagli avvocati Zicaro e Florio accogliendo la richiesta cautelare. (m.presta@corrierecal.it)







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