È legato a un clan di Bagnara e cerca portare la “vara” a Polsi, allontanato dai carabinieri

L’uomo è stato riconosciuto da una vecchia foto segnaletica e identificato dai carabinieri mentre cercava di intrufolarsi tra i portatori

di Alessia Candito
SAN LUCA
Mentre dall’altare il vescovo di Locri Francesco Oliva rivendicava Polsi come «semplice santuario e non luogo di ‘ndrangheta», sotto la statua oggi in processione per le vie del paese (sopra, la foto di Angelo Maggio) gli uomini dei clan sono tornati a rivendicare un posto d’onore. È toccato ai carabinieri, presenti in forze in occasione della tradizionale festa della madonna della Montagna, in passato anche occasione di importanti summit della ‘ndrangheta mondiale, allontanare un uomo – una vecchia conoscenza per gli investigatori – che aveva preteso di mischiarsi fra i portatori. Si tratta di un soggetto appartenente per vincoli di sangue a una nota famiglia mafiosa di Bagnara Calabra. Ma sotto la “vara” l’uomo non è rimasto a lungo. Faccia nota per carabinieri e agenti di polizia di zona, è stato riconosciuto subito ed è bastata un’occhiata a una vecchia foto segnaletica per riconoscerlo. (a.candito@corrierecal.it)





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