Caso Lucano, la Procura di Locri chiede (di nuovo) i domiciliari

La richiesta è stata avanzata al Riesame, che sta valutando l’Appello contro l’ordinanza del gip che ha demolito le accuse nei confronti dell’ex sindaco di Riace

RIACE Non cambia idea la procura di Locri. Nonostante sia passato quasi un anno dall’arresto di Lucano, di recente autorizzato a tornare a Riace dopo mesi di esilio, il pm Michele Permunian è tornato a chiedere i domiciliari per l’ex sindaco del borgo dell’accoglienza. La richiesta è stata avanzata al Tribunale del Riesame, chiamato a valutare l’appello della procura contro l’ordinanza del gip di Locri, Domenico Di Croce, che un anno fa, pur ordinando i domiciliari per Lucano, aveva demolito la quasi totalità delle contestazioni mosse all’ex sindaco – dall’associazione a delinquere alla malversazione – bollate come «congetturali», «laconiche», «inidonee a sostenere l’accusa». Per il giudice, le uniche accuse meritevoli di considerazione (e misura cautelare) erano quelle di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e irregolarità nell’assegnazione degli appalti per la differenziata.
Una sconfessione che i magistrati di Locri non avevano digerito e che adesso puntano a ribaltare. Tuttavia, più che una nuova misura, vero obiettivo della procura appare un nuovo giudizio di merito che rafforzi l’impianto accusatorio. Nel corso dei mesi, l’impianto dell’inchiesta è stato ulteriormente indebolito anche dalla Cassazione, che –inascoltata – ha bocciato anche l’accusa di irregolarità nell’assegnazione degli appalti per la differenziata. Un giudizio pesante, sebbene successivamente ignorato dal Riesame, che tuttavia rischia di pesare nel processo che vede imputato Lucano, insieme ad altri 26 collaboratori del borgo dell’accoglienza.
Per la procura, il “modello Riace” nasconderebbe un sistema criminale ed è questa la tesi portata avanti dai magistrati nel processo che si sta celebrando a Locri. Un giudizio che Lucano sta affrontando a piede libero, dopo la decisione del Tribunale di revocare il divieto di dimora che per 11 mesi ha tenuto l’ex sindaco lontano dal borgo. Per i giudici di Locri, ad oltre un anno dall’esecuzione dell’ordinanza e con il processo in corso, la necessità di custodia cautelare è venuta meno. Ma la sentenza del Riesame – attesa nei prossimi giorni – potrebbe ribaltare nuovamente la situazione, ma soprattutto introdurre nuovi elementi di valutazione in un giudizio già complicato. (ac)





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