Delitto di Lisa Gabriele, una lettera anonima: «Uccisa da un poliziotto» – IL TESTO

Nel corso della trasmissione “Chi l’ha visto?” viene letta la missiva sul caso della 22enne di Rose uccisa nel 2005. Il suo corpo fu trovato tra Montalto Uffugo e Rende: «Mi auguro che le informazioni che sto comunicando possano far luce su questo omicidio impunito»

di Roberto De Santo
ROSE Il caso di Lisa Gabriele, la 22enne trovata morta 14 anni addietro in un bosco tra Montalto Uffugo e Rende è stato al centro della trasmissione “Chi l’ha visto?” andata in onda mercoledì sera su Raitre. A portare nuovamente alla ribalta la vicenda – in un primo momento considerato come un suicidio – la lettera anonima recapitata alla Procura della Repubblica di Cosenza in cui si fa esplicitamente riferimento alla vicenda di Lisa come di un omicidio compiuto da un poliziotto della stradale di Cosenza che con la giovane avrebbe intessuto una relazione sentimentale. Da qui l’apertura di un fascicolo d’inchiesta di cui è titolare Antonio Tridico che punta a fare chiarezza sull’intera vicenda. Nella trasmissione condotta da Federica Sciarelli si è data lettura di quella missiva che per i tanti dettagli citati – che sembrerebbero coincidere con quanto avvenuto 14 anni addietro – potrebbe avere effettivamente squarciato il velo di silenzi attorno alla morte della 22enne bollata prima come suicidio. Il servizio andato in onda su “Chi l’ha visto?” ha ricostruito nei dettagli questa storia. L’inviata della nota trasmissione ha ascoltata la zia Angelina, la donna che praticamente ha fatto da madre a Lisa, che ha descritto tra le lacrime come era fatta questa giovane assassinata 14 anni fa.
Ma la novità più rilevante sul caso è legata a quella lettera anonima scritta da chi “non c’è la fa più a mantenere questo peso sulla coscienza”. «Sono un poliziotto onesto della Stradale – scrive in una lettera di 50 righe -. Per troppo tempo sono stato costretto al silenzio dalla paura e per troppo tempo afflitto dal senso di impotenza e dal rimorso. Voglio però liberarmi almeno dal peso di non aver in qualche modo contribuito a far luce su un episodio gravissimo». E qui il riferimento è diretto: «Parlo di una ragazza, Gabriele Lisa originaria di Rose, morta a 22 anni per la sola colpa di essersi innamorata di un delinquente che purtroppo veste la mia stessa divisa». L’anonimo racconta di un particolare di quella storia sentimentale nata tra la ragazza e l’uomo in divisa ma trasformatasi in storia di violenza. «Per non essere lasciata – riporta la lettera trasmessa in diretta – Lisa aveva comunicato a (il nome del presunto assassino è stato cancellato, ndr) di essere incinta comunicandogli questa notizia una sera». «Nel cortile della stradale – aggiunge l’anonimo – Lisa si era presentata con un piccolo cuscino sotto i vestiti per simulare la pancia gonfia ma (qui la nuova omissione del nome) l’ha selvaggiamente picchiata talmente violentemente che poi la ragazza è stata costretta a recarsi in ospedale dove è stata accompagnata da una pattuglia della polizia stradale». E poi prosegue: «La ragazza di cui parlo è stata barbaramente uccisa. Soffocata con un cuscino. Lisa è stata uccisa ed il 9 gennaio è stata trovata in un bosco con vicino una bottiglia di liquore e dei medicinali. Tutto predisposto ad arte per far credere ad un suicidio». Ed invece rivela l’anonimo estensore della lettera-denuncia. «Soffocata con un cuscino come con un cuscino Lisa aveva cercato di far credere di essere incita». Poi nella lettera una nuova accusa. Questa volta ad un carabiniere. «Un’altra persona coinvolta è un maresciallo dei carabinieri». Infine gli auspici dell’anonimo. «Mi auguro che le informazioni che sto comunicando possano far luce su questo omicidio impunito in modo che uno o più poliziotti disonesti vengano puniti, che Lisa possa ottenere giustizia e che io possa trovare una pace interiore che ho perso in questi anni di silenzio» A raccontare questa vicenda svelando la nuova pista la Gazzetta del Sud che appunto ha raccontato in parte quanto scritto in quella missiva secondo cui la ragazza “fu suicidata” citando come responsabile di quell’omicidio un poliziotto – già oggetto di altre indagini – che con la 22enne appunto aveva una relazione. Un rapporto per la verità, stando a questa ricostruzione, molto violento. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta, infatti «il misterioso uomo in divisa nell’agosto del 2004 aveva fatto finire Lisa in ospedale. Pare l’avesse selvaggiamente picchiata in preda a una crisi di gelosia».
LA VICENDA Ricordiamo che il corpo della 22enne fu rinvenuto la mattina del 9 gennaio 2005 all’interno della sua auto – una Fiat 500 – in un boschetto tra i comuni di Rende e Montalto Uffugo. Accanto al corpo furono ritrovati un biglietto con su scritto un messaggio d’addio, oltre ad un flaconcino di antidepressivi e una bottiglia completamente vuota di alcolici. Una scena dunque classica di un suicidio che però fu messa subito in dubbio dal referto tossicologico sul corpo di Lisa: non avrebbe assunto quei farmaci. Inoltre dai controlli effettuati dalla scientifica sulla bottiglia ritrovata nella sua auto le impronte sarebbero state cancellate e per finire la perizia calligrafica appurò che solo in parte quel biglietto d’addio era autentico. Insomma tutti i contorni di un giallo che per tanti anni non ha trovato soluzione. Fino alla lettera anonima dei giorni scorsi scritta da chi pur non rivelando la propria identità non riesce più a sopportare il peso di quanto successo nei boschi del cosentino 14 anni addietro. (r.desanto@corrierecal.it)







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