Emergenza rifiuti, l’Ato Cosenza si spacca tra buoni e cattivi pagatori

Quelli più in regola sono i piccoli Comuni, gli stessi che adesso temono lo stop al conferimento imposto dai gestori a causa dei debiti dei grossi centri. Fumata nera sull’ecodistretto; Stasi propone di crearne diversi ma di piccole dimensioni

di Michele Presta
COSENZA
È finita in polemica e dai toni anche aspri. L’attesa riunione Ato Cosenza è servita a scavare un solco profondo tra i Comuni “buoni pagatori” dei debiti sui rifiuti e quelli “cattivi”. I primi effetti dovrebbero già vedersi nella giornata di martedì, visto l’ultimatum sul conferimento agli impianti di lavorazione della spazzatura imposto dai gestori delle strutture private nel corso dell’incontro tra l’ufficio di presidenza Ato e l’assessore all’ambiente Antonella Rizzo. «E chi lo viene a spiegare ai miei concittadini che hanno pagato il massimo della Tari che la raccolta della spazzatura si blocca perché ci sono dei Comuni che non hanno pagato?». La frase è cadenzata a toni sempre più amari dal sindaco di Fagnano Castello, Giulio Tarsitano. Esprime le preoccupazioni di una serie di Comuni (quasi tutti di piccole dimensioni) che con i pagamenti sono in regola ma che rischiano di subire lo scotto di una crisi che nelle prossime settimane potrebbe anche peggiorare. Una riunione anticipata da una sorta di stillicidio inscenato dall’ingegnere, Angelo Azzato, dedicato all’ingrato compito di certificare chi e quanto avesse pagato. Il dato che ne è saltato fuori è che dei 9 milioni che i Comuni cosentini riuniti in Ato dovranno versare alla Regione, al momento in cassa sembrerebbero essercene soltanto 5. Più del 50%, vero, ma il condizionale è d’obbligo considerato che in pochi hanno prodotto i mandati di pagamento preferendo un “pagherò” che di fatto non conferma la disponibilità della liquidità. I casi sono dai più disperati. Ci sono i Comuni che hanno versato tutto il canone, quelli che si impegneranno a pagare nelle prossime settimane, quelli che a pagare al momento non ce la fanno proprio. «Come sindaci dovremmo evitare le contrapposizioni ma così non è» spiega il sindaco di Acri. «Anche noi – continua Pino Capalbo – siamo un Comune in dissesto e tra i più grandi della Calabria ma siamo in regola con le quote da versare alla Regione». Le morosità in diversi casi superano le migliaia di euro e il presidente Ato, Marcello Manna, ha comunicato all’assemblea come cercherà di coinvolgere l’Anci a livello nazionale. Ma nel frattempo la crisi persiste e potrebbero passare pochi giorni prima che le strade di diversi comuni siano invase da rifiuti. «Noi – spiega Manna – comunicheremo subito i dati che sono in nostro possesso e cercheremo di contrattare con i gestori una tregua che possa allungarsi. Nel frattempo spero che i comuni che non hanno avuto neanche l’accortezza di venirci a dire perché non hanno pagato si attivino al più presto». E se c’è chi chiede che chi è in regola non subisca la crisi a discapito di chi non lo è, non sono mancati neanche gli appelli alla solidarietà. «Abbiamo fatto un significativo passo in avanti – dichiara Flavio Stasi, sindaco di Corigliano Rossano – ma non possiamo permetterci di avere posizioni differenti. La raccolta dei rifiuti è un servizio essenziale, il solo pensiero che si possa bloccare anche solo per uno dei nostri vicini dovrebbe terrorizzarci».
L’ECODISTRETTO Se il bandolo della matassa sui contributi è ingarbugliato, di meno non è quello relativo alla scelta del Comune dove far nascere l’ecodistretto. Con il forfait di Morano Calabro, ritorna d’attualità il problema sull’individuazione del sito, così come lo spettro che la scelta possa spettare ad un commissario. «Io sarò con la scelta del commissario – evidenzia Manna – a prescindere dalla posizione del Comune. Chiederò alla Regione di darci un’altra settimana per scegliere e se c’è la possibilità di ottenere delle royalties maggiori per il Comune dove sorgerà l’impianto così come per i comuni limitrofi». Se la richiesta di royalties più consistenti per il sindaco di Torano Castello sa di allarme ecologico infondato, per il sindaco di Corigliano Rossano bisogna aprire altri fronti. «Dovremmo chiedere se è possibile fare più impianti anche di piccole dimensioni – conclude Stasi – solo così eviteremo strutture che potrebbero avere un grande impatto ambientale». (m.presta@corrierecal.it)







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