Chiesta l’archiviazione per la morte di Sissy, il padre: «La Procura non ci ha mai ascoltato» – VIDEO

L’ipotesi del suicidio non ha mai convinto i parenti della poliziotta che starebbero preparando con i legali l’opposizione

VENEZIA Dopo oltre due anni, sembra non esserci più niente da fare: la procura di Venezia ha chiesto l’archiviazione per il caso di Sissy Trovato, l’agente di polizia penitenziaria originaria di Taurianova e morta dopo due anni di agonia.
Secondo il Pm di Venezia, queste le conclusioni delle indagini, non sarebbe stata uccisa né istigata al suicidio. La procura veneta, dopo gli accertamenti sulla pistola e sulle celle telefoniche pare abbia scoperto elementi a supporto della tesi del suicidio.
Un’ipotesi, questa, che non ha mai convinto i parenti della poliziotta, i quali starebbero poggiando l’opposizione alla richiesta d’archiviazione, su alcuni elementi delle indagini. Fra queste, le ultime si sarebbero concentrate sull’arma, una Beretta calibro 9 e sulle celle telefoniche utilizzate dal cellulare con l’obiettivo di capire se il terminale fosse in carcere o nell’armadietto personale.
Per la procura lagunare, insomma, non emergerebbero indizi di omicidio. Anzi, secondo il Pm ci sarebbero ulteriori elementi a supporto della tesi suicidiaria.
Sissy Trovato era stata ferita da un colpo di pistola, esploso dalla sua arma di ordinanza nell’ascensore dell’ospedale civile di Venezia, il 1° novembre del 2016. L’agente penitenziaria si trovava in servizio esterno e aveva appena controllato una detenuta ricoverata in maternità nel reparto di Ostetricia e Pediatria. L’agente della penitenziaria fu poi ritrovata sul posto, riversa a terra, in condizioni disperate a causa dei danni provocati da quel proiettile che l’aveva raggiunta alla testa nell’ascensore.
Nel video in basso il commento del padre di Sissy.







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