Corigliano Rossano, allo «stremo» anche i pescatori artigianali

Parla il rappresentante del Comitato locale Salvatore Martillotti, Che punta il dito anche su incertezze e ritardi della Regione

di Luca Latella
CORIGLIANO ROSSANO I pescatori stanno alzando la voce. Perché la crisi del settore sembra essere arrivata al punto di non ritorno. Nei giorni scorsi si sono ritrovati al porto di Corigliano i rappresentanti di alcune marinerie del sud Italia, dalla Puglia e dalla Calabria per protestare contro le regole ferree imposte dall’Unione Europea che non consentono ai pescatori del Mediterraneo di essere competitivi nei confronti delle multinazionali dell’import-export atlantiche e del nord Europa (ne abbiamo scritto qui).
Il rovescio della medaglia, ovvero anche la situazione dei “piccoli” pescatori artigianali, è per certi versi anche peggio. Perché a detta di Salvatore Martilotti, rappresentante del “Comitato Pescatori Costieri Artigianali di Corigliano Rossano”, anche loro sono allo «stremo».
«Le proteste di questi ultimi giorni da parte di una componente del settore pesca a strascico – spiega Martilotti – insieme alle difficoltà strutturali dei piccoli pescatori della pesca costiera artigianale, hanno contribuito a portare all’attenzione generale la grave crisi che attraversa il settore. Tuttavia, pur in un contesto in forte movimento, qui in Calabria emergono incertezze e ritardi della Regione nella programmazione settoriale, ma anche la mancata attivazione di azioni a sostegno dei pescatori e dell’intera economia ittica regionale».
Il referente del comitato dei pescatori costieri artigianali, oltre a puntare l’indice contro la Regione, evidenzia come anche il suo settore sia «ormai allo stremo a causa di una pesantissima crisi produttiva, socio-economica ed occupazionale e con questo contesto avremmo fatto volentieri a meno sia delle telenovele imposte dall’Unione europea sull’utilizzo degli attrezzi da pesca nel Mediterraneo, che del nuovo regime sanzionatorio. E, pertanto, per un comparto ormai al collasso servono risposte concrete all’emergenza in atto, ma anche interventi strutturali per arrestare il continuo declino del settore della pesca, provocato anche dai ritardi storici della Regione Calabria insieme alle disattenzioni recenti per il mancato decollo di tutti quei meccanismi necessari a tutelare la categoria».
Salvatore Martilotti disegna un quadro preoccupante, nel quale sarebbe opportuna e necessaria una sinergia fra pescatori, istituzioni, e associazionismo settoriale, anche perché è ben noto che il comparto pesca in Calabria impiega migliaia di operatori, con la marineria di Schiavonea in testa.
Ecco perché Martilotti chiede al Comune un “tavolo di ascolto” in attesa di una più stabile “Consulta del mare”, utile a«predisporre proposte adeguate a superare le difficoltà, ma anche lavorare per attivare una programmazione per la realtà dell’economia ittica locale». A suo dire, anche la Regione Calabria, nell’ambito delle proprie competenze, dovrebbe attivarsi, coinvolgendo l’associazionismo della pesca.
Martilotti conclude facendo un distinguo fra diritti e regole, invitando, ancora, ad evitare fughe in avanti. «Per arginare le difficoltà, deve aumentare anche la consapevolezza dei pescatori, affinché si eviti di confondere diritti e regole. Infatti, sono fortemente convinto che per poter far valere i nostri diritti è necessario capire quali sono le regole da rispettare».
«SENZA RISPETTO DELLA LEGGE NON ANDIAMO DA NESSUNA PARTE» I problemi della piccola pesca, derivano anche dall’attuazione del “Piano Spiaggia”. Dopo aver dato notizia di una riunione tenutasi in Comune, Martilotti spiega come «a venti giorni dall’impegno assunto dal vice-sindaco del Comune di Corigliano-Rossano con la delegazione dei pescatori costieri artigianali di Schiavonea ancora non ci sia nessuna risposta per dare una soluzione all’occupazione abusiva del demanio marittimo con le piccole imbarcazioni nell’attesa che decolli il primo “Piano di Spiaggia” del nuovo Comune. E considerato che non possiamo confondere diritti e rispetto delle norme, da cittadini normali, tutti abbiamo il dovere di far aumentare la consapevolezza del rispetto delle regole perché senza rispetto della legge non andiamo da nessuna parte». (l.latella@corrierecal.it)







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