Con le elezioni alle porte arrivano anche i concorsi all’Aterp

A pochi mesi dal voto l’Azienda che gestisce le case popolari emana i bandi per assumere, a tempo indeterminato, 56 persone tra dirigenti e tecnici

di Sergio Pelaia
CATANZARO Qualcuno, nei corridoi della Cittadella, parla già di assalto alla diligenza. Un paragone che suona forse esagerato, ma certamente beffardo se si pensa che il carrozzone in procinto di essere “assaltato” è stato negli ultimi anni al centro di situazioni che dalle inchieste giornalistiche sono diventate oggetto di procedimenti giudiziari. Si parla di Aterp. E di concorsi. Un connubio che in questo periodo, con le elezioni regionali alle porte, non può essere certo derubricato all’ordinaria amministrazione.
Il Corriere della Calabria ne scrive dal novembre del 2014 e dopo la nostra inchiesta si è arrivati anche a un sequestro di beni per poco meno di 800mila euro a pezzi grossi della politica e della burocrazia regionale. Le Aterp all’epoca erano ancora (per poco) divise in distretti provinciali e nelle carte che la Guardia di finanza ha raccolto su indicazione della Procura di Catanzaro c’è anche la testimonianza dell’attuale direttore generale dell’Aterp, Ambrogio Mascherpa, voluto da Oliverio alla guida della nuova Azienda unica regionale che si occupa delle case popolari.
Il dg spiegava alle fiamme gialle che i fondi Gescal, trattenuti per decenni dalle buste paga dei lavoratori, dovevano servire a costruire nuove case popolari o a recuperare quelle già esistenti. Invece a Vibo li hanno usati per comprare una sede e per provare a fare un’infornata di contratti di collaborazione poco prima delle elezioni regionali del 2014. La giunta Oliverio una sorta di operazione verità sui fondi Gescal l’ha poi fatta, una ricognizione però tardiva servita ad arrivare alla conclusione che di un “tesoretto” che ammontava a 150 milioni di euro – diversi dei quali usati per finanziare la costruzione del ponte di Calatrava a Cosenza (lo abbiamo rivelato a gennaio del 2018) – ne erano rimasti appena 6.
Ora è lo stesso Mascherpa, mentre nella commissione Bilancio del consiglio regionale viene bocciato il rendiconto del 2018, a mettere la firma su un bando che è destinato a far discutere: 12 concorsi pubblici per l’assunzione, a tempo indeterminato, di: 4 dirigenti amministrativi, 1 dirigente tecnico, 3 esperti amministrativi (categoria D1), 5 esperti tecnici (D1), 1 esperto contabile (D1), 1 esperto informatico (D1), 18 istruttori tecnici (C1), 1 istruttore informatico (C1), 13 istruttori amministrativi (C1), 2 istruttori contabili (C1), 6 collaboratori (B1), 2 collaboratori (B3). Per un totale di 56 posti di lavoro, messi a bando con delibera del direttore generale datata 21 ottobre con lo scopo di «assicurare funzionalità ed efficacia ai servizi dell’ente». Un provvedimento «indispensabile», si legge nello stesso atto, per garantire la copertura dei posti prevista dal Documento del fabbisogno del personale del 2018 e del triennio 2018-2020. E qui sta il punto che qualcuno fa notare con (motivata) malizia: si tratta di procedure evidentemente legittime e l’Aterp ha davvero bisogno di personale, ma perché a un piano del fabbisogno approvato tra maggio e novembre 2018 viene dato seguito solo un anno e mezzo dopo? Quando, appunto, ci sono le elezioni in arrivo. (s.pelaia@corrierecal.it)





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