Sbarco a Roccella, fermati due presunti scafisti

I 45 migranti sarebbero stati fatti partire dalla Turchia e avrebbero pagato circa 8mila euro a testa per un viaggio in condizioni disumane

LOCRI I poliziotti della squadra mobile di Reggio Calabria e i carabinieri della Compagnia di Bianco, all’esito delle indagini coordinate dalla Procura di Locri, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un 32enne di nazionalità ucraina e un 21enne moldavo con l’accusa di essere stati al comando di una delle due imbarcazioni a vela, di circa dodici metri, a bordo delle quali hanno viaggiato i 109 cittadini extracomunitari soccorsi lo scorso 14 ottobre al largo della costa jonica dalla motovedetta CP 326 della Guardia Costiera, poi fatti sbarcare nel porto di Roccella Jonica.
Gli investigatori, che hanno operato per tutta la notte sentendo presso gli uffici del Commissariato di P.S. di Siderno numerosi testimoni, hanno ricostruito la dinamica degli eventi dalla quale è emerso un grave quadro indiziario in relazione al reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
In particolare, nel corso delle indagini è emerso che i due indagati avrebbero condotto dalle coste della Turchia verso il territorio italiano una delle due imbarcazioni a bordo della quale hanno viaggiato parte dei migranti giunti al porto di Roccella, «procurando in tal modo l’ingresso illegale di 45 stranieri (30 di nazionalità iraniana e 15 di nazionalità irachena) nel territorio dello Stato». I fatti sono aggravati dall’aver consentito l’ingresso in Italia di più di cinque persone, di aver esposto i trasportati a pericolo di vita, di aver sottoposto le persone a trattamento inumano o degradante e di aver commesso il fatto allo scopo di trarre profitto.
Dalla ricostruzione dei fatti operata dagli investigatori è emerso che i migranti che erano a bordo dell’imbarcazione, dopo aver pagato ingenti somme di denaro agli organizzatori del viaggio (circa 8mila dollari ciascuno), sono partiti dalla Turchia alla volta delle coste italiane, il tutto senza scorte di cibo ed acqua ed in precarie condizioni igienico-sanitarie.
I due fermati sono stati associati presso la casa Circondariale di Locri, dove rimarranno in considerazione della convalida del fermo e della contestuale ordinanza di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Locri.







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