Discarica di Crotone, il Tar non sospende l’ampliamento

I giudici amministrativi non hanno accolto il ricorso della associazioni contro l’ordinanza emessa da Oliverio: «Prioritario smaltire i rifiuti»

CROTONE Il Tribunale amministrativo regionale della Calabria non ha accolto la richiesta di sospensiva dell’ordinanza n. 246 emessa dal governatore della Calabria, Mario Oliverio, con la quale si dispone l’ampliamento della discarica di Columbra. I ricorrenti (Italia nostra, Wwf della provincia di Crotone, Pac, comitato per il diritto del cittadino di Papanice e singoli cittadini), con una nota diffuso oggi, informano che «il ricorso avverso all’ordinanza contingibile e urgente del presidente della Regione, sarà discusso nel merito».
La sospensiva non è stata accolta perché «il collegio della Prima sezione del Tar Calabria ha ritenuto che è prioritario, al momento, garantire lo smaltimento dei rifiuti e che non ci sono elementi tecnici certi che dimostrino un danno alla salute dei cittadini crotonesi; pertanto, la trattazione del ricorso seguirà i canali “ordinari” e sarà, prossimamente, fissata per la decisione definitiva».
«Gli avvocati Giuseppe Pitaro e Gaetano Liperoti, che difendono i ricorrenti, – si legge nella nota – hanno già presentato istanza di prelievo al fine di chiedere che la fissazione del merito avvenga con sollecitudine, visti i delicatissimi interessi in gioco, la cui sussistenza è stata riconosciuta dallo stesso Tar».
Intanto un nuovo ricorso al Tar Calabria è stato proposto contro la discarica di Santa Marina di Scandale. A proporlo è la società Terna-Rete elettrica nazionale proprietaria dell’elettrodotto 380 Kw “Rossano-Scandale”. Terna chiede l’annullamento del decreto dirigenziale n.5474, del 3 maggio scorso con il quale il dipartimento Ambiente e tutela della Regione Calabria ha modificato «l’autorizzazione integrata ambientale».
Con il ricorso la società Terna contesta alla Regione «di non avere svolto alcuna valutazione per verificare che il terreno scelto per la costruzione della discarica di Santa Marina avesse le caratteristiche per essere destinato ad impianto per lo smaltimento dei rifiuti e se la stessa destinazione fosse compatibile con l’esigenza del sistema elettrico e dell’elettrodotto, che è un’opera di pubblica utilità ed è inamovibile».
La ricorrente contesta alla Regione Calabria il fatto che «dagli allegati al provvedimento impugnato, non risulta in alcun modo evidenziata la presenza dell’elettrodotto, della cui esistenza la Regione avrebbe ben potuto accorgersene, se solo avesse effettuato un sopralluogo sul terreno in questione».
A proposito di quest’ultima questione due sono le cose: o la Regione non ha mai fatto un sopralluogo per verificare l’idoneità del sito o se lo ha fatto non ha visto che all’interno dell’area erano presenti i pali di un elettrodotto.
Da Terna fanno sapere che il ricorso al Tar della Calabria verso l’autorizzazione da parte della Regione per la realizzazione della discarica, «è un atto dovuto in quanto il progetto risulterebbe incompatibile con la linea elettrica esistente Rossano-Scandale». «Terna – è detto in una nota della società – si rende comunque disponibile a un confronto e a un dialogo aperto con la Regione Calabria per riuscire a trovare una soluzione condivisa». (redazione@corrierecal.it)







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