Last generation, chiusa l’indagine contro i “rampolli” dei Gallace

La Distrettuale di Catanzaro ha notificato a 35 indagati dell’operazione che nel giugno scorso smantellò un’organizzazione dedita alla gestione della droga nel Soveratese. Riuscivano a smerciare stupefacenti anche in Lombardia, a Milano, nel Maceratese e anche all’estero

CATANZARO È arrivata la chiusura indagini dell’operazione denominata “Last Generation” coordinata dalla Distrettuale di Catanzaro che lo scorso 24 giugno ha portato all’arresto di 24 persone, in gran parte giovanissimi (da cui prende in nome) e al sequestro di beni per mezzo milione di euro. Si tratta dell’inchiesta contro i “rampolli” della cosca Gallace di Guardavalle (ne avevamo parlato qui) che, stando all’accusa, avrebbero gestito il traffico di stupefacenti nel catanzarese. Fiumi di droga – cocaina, hashish e marijuana – che avrebbero dovuto coprire in particolare le “esigenze” del mercato estivo del soveratese.
In quella inchiesta – coordinata dal procuratore Gratteri, dall’aggiunto Vincenzo Luberto e dai sostituti Vito Valerio, Debora Rizza e Veronica Calcagno – era emerso che il quantitativo di droga sul quale l’organizzazione poteva contare era talmente elevata da coprire non solo il territorio del soveratese ma da permettere lo smercio degli stupefacenti anche in Lombardia, a Milano, nel Maceratese e anche all’estero. Secondo quanto emerse dalle indagini il gruppo si avvaleva di pusher minorenni che facevano comunque riferimento a Vincenzo Aloi, 25 anni, nipote di Vincenzo Gallace, capo dell’omonima cosca di ‘ndrangheta radicata a Guardavalle. Per la pericolosità del gruppo – era ben armata – il gip aveva acconsentito ad avallare le richieste della Distrettuale disponendo il fermo di 24 persone con l’accusa a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti con l’aggravante della mafiosità. Ad accelerare la decisione degli arresti – poi compiuti dai carabinieri di comando provinciale di Catanzaro – la scoperta degli inquirenti che alcuni appartenenti all’organizzazione stavano per partire per la Svizzera.
In totale gli indagati dell’inchiesta coordinata dalla distrettuale catanzarese è di 35 persone. Si tratta di Vincenzo Aloi, Concetta Battaglia, Raffaele Campagna, Agazio Geracitano, Ozan Kanat, Gianluca Meliti, Giuseppe Notaro, Pietro Procopio, Adriano Larry Rizzo, Andrea Lucio Rizzo, Giulio Moreno Rizzo, Ettore Rositani, Simone Rocco Russomanno, Teklehaimanot Tsegay, Paola Vaccaro, Antonio Bressi, Francesco Galati, Antonio Grande, Vincenzo Longo, Leonida Montagna, Orlando Giacomo Screnci, Annalisa Tortorelli, Moreno Tortorelli, Marco Ciano, Michael Leoci, Maida Matteo, Mauro Masciari, Antonino Francesco Pittelli, Davide Stumpo, Marco Verdiglione, Angelo Gagliardi, Italo Salines, Giuseppe Strati, Fabrizio Bensi e Romano Ponzo.
Ora, dopo la chiusura indagini, tutti avranno la facoltà – entro venti giorni dal termine della notifica – di presentare memorie difensive, produrre atti e chiedere al pubblico ministero di essere ascoltati assistiti dai propri legali tra i quali Vincenzo Cicino, Salvatore Staiano, Giovanni Merante, Sergio Rotundo e Gregorio Viscomi. (rds)







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