“Strada del mare”, in 4 rinviati a giudizio per l’appalto nel vibonese

Il Gup Di Matteo ha disposto il processo per l’allora dirigente e per i funzionari della provincia che dovranno rispondere di truffa ai danni dell’ente e falsità in atti pubblici

VIBO VALENTIA Truffa ai danni della Provincia di Vibo Valentia e falsità in atti pubblici. Con queste accuse il gup del Tribunale di Vibo, Antonio Di Matteo, ha rinviato a giudizio quattro persone in relazione a presunte irregolarità nella realizzazione della “Strada del Mare” che nelle intenzioni avrebbe dovuto collegare Pizzo Calabro a Rosarno passando lungo la costa vibonese. Gli indagati per i quali è stato disposto il processo sono Antonino Scidà; Giacomo Consoli, già dirigente del settore Lavori Pubblici della Provincia di Vibo Valentia; Antonio Francolino e Francesco Teti, funzionari della Provincia Vibo. Estinzione dei reati per l’imprenditore Vincenzo Restuccia, deceduto nel 2017. Ben 65 milioni di euro l’importo complessivo della più importante opera pubblica mai pensata per il Vibonese e rimasta sinora una grande incompiuta. La Provincia di Vibo si è costituita parte civile.







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