Tangenti in Lombardia: tutti liberi, tranne l’imprenditore legato ai clan

Provvedimento del gip di Milano per scadenza dei termini. Daniele D’Alfonso invece resta ai domiciliari: è accusato di aver favorito la cosca Molluso

MILANO Ritornano tutti liberi, eccetto uno, gli indagati nell’inchiesta della Dda milanese su un presunto sistema di tangenti e spartizione di appalti in Lombardia e che sono ancora agli arresti domiciliari o in carcere come l’ex coordinatore di Forza Italia di Varese Gioacchino Caianiello, l’ex consigliere comunale azzurro nonché candidato alle Europee Pietro Tatarella oppure Mauro Tolbar, ritenuto uno dei collettori di mazzette. Lo ha disposto il gip di Milano Raffaella Mascarino con un provvedimento, notificato nei giorni scorsi, con cui ha rigettato la richiesta avanzata dalla Procura di sostituire con una misura meno afflittiva, come l’obbligo di dimora o di firma, la misura detentiva di cui ha, invece, dichiarato l’inefficacia, per scadenza termini, a partire dal prossimo 6 novembre, per 4 persone. L’unico a restare ai domiciliari è l’imprenditore Daniele D’Alfonso in quanto gli è stata contestata l’aggravante di aver favorito la ‘ndrangheta – il clan dei Molluso – e pertanto per lui la misura scadrà nel maggio 2020.





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