Curinga, dopo le alluvioni dello scorso anno parte il piano di prevenzione

A seguito dei tragici fatti dello scorso anno il Comune si è attivato, come spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Roberto Sorrenti: «Già iniziata l’opera di pulizia di una superficie di quasi un chilometro per ogni torrente»

CURINGA Dopo l’alluvione del 4 e 5 ottobre 2018, che le cronache ricordano per la tragica morte di Stefania Signore e dei suoi due bambini di 7 e 2 anni, Cristian e Nicolò (qui la notizia) qualche Comune cerca di correre ai ripari. Con l’arrivo delle piogge, quest’anno, si mira alla salvaguardia e alla sicurezza delle abitazioni e delle aziende della zona industriale di San Pietro a Maida che sono state duramente colpite dalle alluvioni dello scorso anno.
Il Comune di Curinga e la Regione hanno tenuto una serie di riunioni che si sono svolte sia nel dipartimento Lavori pubblici, gestione Demanio Idrico, sia nella sede comunale al fine di trovare una soluzione concordata per far fronte alla pulizia dei torrenti Randace, La Grazia e Turrina. Il Comune di Curinga ha presentato tre richieste di pulizia dei corsi d’acqua in autocompensazione nelle zone particolarmente critiche. L’autocompensazione è una pratica prevista dalla legge regione secondo la quale – come in questo caso, ad esempio – una ditta esegue dei lavori e in cambio può acquisire il materiale, come sabbia o ciottoli, prelevato per riempimenti e selciati stradali.
«Dopo aver interpellato una serie di ditte – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Roberto Sorrenti – , è iniziata l’opera di pulizia da parte di due imprese interessate che, unitamente al lavoro realizzato in collaborazione con Anas nei punti di attraversamento viario, puliranno una superficie di quasi un chilometro per ogni torrente». «Tutto ciò è stato possibile – afferma l’assessore Sorrenti – grazie all’interessamento del dirigente regionale Giafranco Comito, del funzionario Francesco Crispino, di Ivan Bevilacqua per Anas e di Giuseppe Molinaro, dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Curinga. A ciò occorre aggiungere anche il prezioso lavoro effettuato dal Consorzio di Bonifica del Tirreno Catanzarese di Lamezia Terme che, grazie all’interessamento dell’assessore comunale Giuseppe Frijia, componente della deputazione del Consorzio stesso, avendo proceduto alla pulizia dei canali di raccolta delle acque meteoriche ha completato il lavoro che è diretto a tutelare le aziende e la popolazione colpite dall’evento alluvionale dell’anno scorso. Ciò dimostra come quando tra enti di vario livello si collabora è possibile trovare una soluzione a tutto».







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