Abbazia florense, la Curia incontra il Comune «per migliorarne la gestione»

Una collaborazione avviata per far sì che «la struttura monumentale ed il centro di spiritualità possano convivere, nel pieno rispetto delle esigenze dei fedeli e dei turisti, così come avviene in tutte le altre parti del mondo»

SAN GIOVANNI IN FIORE Le problematiche di accessibilità e fruibilità al pubblico dell’Abbazia florense sono state al centro di una importante riunione, svoltasi questa mattina presso i locali abbaziali, tra Curia, Centro Internazionale di Studi Gioachimiti e Amministrazione Comunale. All’incontro, promosso dal nuovo parroco, don Battista Cimino, anche a seguito della richiesta degli amministratori comunali, Milena Lopez e Leonardo Straface di «miglioramento della gestione dell’Abbazia a beneficio di turisti e visitatori», hanno preso parte in rappresentanza del centro internazionale di studi Gioachimiti il vice presidente Saverio Basile, il segretario Giovanni Greco e l’arch. Pasquale Lopetrone, quest’ultimo funzionario di zona della soprintendenza di Cosenza, mentre è stato assente per motivi strettamente personali, il presidente Riccardo Succurro; per conto dell’ufficio tecnico della Curia sono stati presenti l’ing. Umile De Marco e l’arch. Antonella Saladino, oltre allo stesso parroco; per l’amministrazione comunale ha partecipato l’assessore alla cultura Milena Lopez.
I lavori sono stati aperti da don Battista Cimino che ha chiesto la collaborazione di tutti gli organismi preposti affinché «la struttura monumentale ed il centro di spiritualità possano convivere, nel pieno rispetto delle esigenze dei fedeli e dei turisti, così come avviene in tutte le altre parti del mondo».
Dopo un ampio ed articolato confronto all’unanimità si è convenuto di attuare una gestione unica, istituendo un vero e proprio circuito turistico culturale/ religioso che, con un unico biglietto di entrata, consenta la visita alla Navatella, dov’è allestita la mostra del Liber Figurarum a cura del Centro Internazionale di Studi Gioachimiti e data in concessione alla Curia nel 2000, del Museo Demologico e dei Magazzini Badiali. A tal fine si è ipotizzata anche la realizzazione di un secondo accesso ai Magazzini Badiali attraverso una delle sale espositive del Museo Demologico. A questo si aggiungerebbe una regolarizzazione degli orari di ingresso dell’Abbazia.
«Si tratta – ha affermato Milena Lopez – di una ipotesi gestionale molto interessante che, approvata da tutti i presenti, dovrà ora essere sottoposta ad un’attenta valutazione tecnica. Per quanto ci riguarda, come amministrazione comunale, siamo pronti a dispiegare ogni energia al fine di attuare questa idea progettuale, che io stessa avevo avanzato diversi anni fa, ritenendo opportuno e doveroso offrire ai visitatori una fruibilità piena e totale dell’Abbazia che è il bene artistico/culturale più importante che insiste sul nostro territorio, della mostra sul Liber Figurarum e del Museo Demologico creando così un polo attrattivo che è a tutti gli effetti uno scrigno di arte e cultura di inestimabile valore».
«Procederemo, pertanto – conclude l’assessore Lopez – celermente alle verifiche tecniche necessarie, ognuno per le proprie competenze, così da realizzare finalmente una gestione efficace ed efficiente dell’intera struttura che potrà assurgere a vero e proprio Complesso Monumentale. Con l’occasione ringrazio a nome mio personale e dell’intera Amministrazione Comunale il parroco Don Battista Cimino, che si è fatto promotore della iniziativa odierna, mostrando grande sensibilità ed attenzione anche verso la crescita e la valorizzazione del nostro territorio. Ringrazio infine il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti, attraverso gli intervenuti, per la collaborazione offerta e per rappresentare non solo un fulcro propulsore della conoscenza del pensiero e delle opere di Gioacchino da Fiore, ma anche un punto di riferimento di spessore culturale elevato per la nostra comunità».







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