Armi, munizioni e 169mila dosi di skunk sequestrate nel Reggino

I carabinieri hanno rinvenuto a Cardeto tre fucili e decine di proiettili di vario calibro. In corso accertamenti del Ris sulle armi. La droga, immessa sul mercato, avrebbe fruttato 800mila euro

CARDETO Armi e munizioni sono state sequestrate dai militari della stazione carabinieri di Cardeto assieme ai loro colleghi dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, durante un’attività di rastrellamento.
Nella località boschiva “Timpa di peri”, occultate in un anfratto del terreno e coperte da fogliame, in un bidone di plastica, c’erano 2 fucili monocanna calibro 12, privi di marca e matricola, una pistola calibro 7,65 con matricola punzonata e caricatore inserito contenente 7 proiettili, 9 proiettili calibro 9×21 e 11 cartucce calibro 12 a pallettoni, 30 cartucce calibro 12 e 10 cartucce calibro 20 entrambi a palla asciutta; 10 cartucce calibro 12 e 7 cartucce calibro 16 entrambi a pallini. Successivamente, in località “Bivio Croce di Romeo”, frazione sempre del Comune di Cardeto, all’interno di un terreno, coperto da fogliame, è stata scoperta una camera d’aria contenente un fucile sovrapposto calibro 12 con matricola abrasa, 1 fucile monocanna calibro 12, 1 fucile a canne parallele calibro 16 privo di marca e matricola, una carabina ad aria compressa priva di marca e matricola, 10 proiettili per pistola calibro 7,65, 5 cartucce calibro 12 e 6 cartucce calibro 16 a pallettoni, Tutte le armi e le relative munizioni, rinvenute in zone boschive prive di recinzione e di libero accesso, sono state poste sotto sequestro per i successivi accertamenti a cura del Ris di Messina con l’intento di verificare se siano state utilizzate.

RINVENUTE 169MILA DOSI DI “SKUNK” Risulta di notevole rilevanza, inolte, il rinvenimento di una piantagione di cannabis effettuato dai militari della Stazione di Cardeto nella terza decade dello scorso settembre, nel Parco nazionale d’Aspromonte, i cui successivi accertamenti tecnici, condotti dai laboratori specializzati dell’Arma, hanno permesso di accertare che la droga risultava essere del tipo “Skunk” e corrispondeva a circa 169mila dosi, le quali una volta immesse nelle piazza di spaccio reggine, avrebbero generato un profitto quantificabile in circa 800mila euro.
Gli importanti risultati sono frutto dello sforzo congiunto e sinergico delle componenti operative dell’Arma: Stazioni Carabinieri, Sezione Operativa e Radiomobile della Compagnia di Reggio Calabria.
L’aggressione a questo tipologia di traffici non solo svuota le casse delle organizzazioni malavitose ma riduce la violenza e la ricaduta sociale connesse al fenomeno.





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