Allarme bomba durante l’udienza sulle comunicazione sospette di Grande Aracri

L’orario dell’avviso era concomitante con quello si sarebbe parlato dei tabulati telefonici del boss, nei quali sono state trovate diverse telefonate ad apparecchio in dotazione ai servizi segreti

REGGIO EMILIA Proprio mentre si celebrava l’udienza in Corte d’Assise per gli omicidi commessi nel 1992 durante la guerra per il controllo del territorio emiliano tra le cosce di ‘ndrangheta al Nord, un allarme bomba ha costretto l’evacuazione del tribunale.
È successo – come riporta ilfatto.it – venerdì 29 novembre alle ore 11 circa dopo che una telefonata anonima aveva lanciato l’allarme. Desta perplessità, o comunque curiosità, il fatto che già 9 giorni fa, era stato dato un allarme simile che già aveva portato alla sospensione delle udienze, quindi ai controlli delle forze di polizia e e vigili del fuoco.
Il precedente allarme segnalava una possibile esplosione concomitante con l’orario d’inizio di una conferenza stampa dove si raccontava dei nuovi sequestri di beni e immobili (per milioni di euro) riconducibili alla famiglia Muto di Gualtieri, pesantemente colpita dal processo Aemilia.
L’evacuazione di ieri, è avvenuta invece in concomitanza con un altro evento non meno importante: l’udienza in Corte d’Assise per gli omicidi commessi nel 1992 durante la guerra per il controllo del territorio emiliano tra le cosce cutresi insediate in regione. Si parla della morte di Giuseppe Ruggiero e Nicola Vasapollo, uccisi da due commandi che rispondevano secondo l’accusa alle allora alleate famiglie Dragone, Ciampà, Grande Aracri, Sarcone, Le Rose. Quattro gli imputati alla sbarra nel rito ordinario, tra cui il boss Nicolino Grande Aracri collegato in videoconferenza dal carcere di Opera a Milano.
Oggetto particolare dell’udienza, secondo quanto prodotto dall’accusa, era la verifica da parte del dirigente della Squadra Mobile di Reggio Emilia Guglielmo Battisti, incaricato dal sostituto procuratore della Dda Beatrice Ronchi della possibile esistenza di telefonate intercorse, dopo gli omicidi, tra Nicolino Grande Aracri e il collaboratore di giustizia Angelo Salvatore Cortese, principale accusatore assieme all’altro collaboratore Antonio Valerio del suo ex capo.
Comunicazioni spesso negate dal boss di Cutro, seppure i tabulati portati in aula dimostrano il contrario, con decine e decine di chiamate intercorse tra i due nei mesi successivi agli omicidi. Ma un altro aspetto interessante è rappresentato dalle comunicazioni riportate nel tabulato tra Grande Aracri e un apparecchio in dotazione al Rud, il corpo militare denominato Raggruppamento Unità Difesa inquadrato nello Stato Maggiore della Difesa del nostro Paese. Un reggimento che ha spesso operato in stretto collegamento con i Servizi Segreti (il Rud è stato il centro di addestramento degli uomini della supersegreta “sezione K” del Sismi).







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