Un “sistema” per avvelenare il Lametino: 20 indagati – NOMI E VIDEO

Operazioni della Dda di Catanzaro e della Procura di Lamezia. Scarti pericolosi sversati nelle discariche di Bagni e San Sidero, nelle vicinanze di alcuni fiumi della zona. Il gruppo smaltiva anche farmaci in arrivo dalla Campania. Il controllo sulle aziende Ecoloda, di Gizzeria, e Crm, del Bolognese

CATANZARO Dalle prime ore di oggi la Polizia di Stato, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Catanzaro e della Procura di Lamezia Terme, sta eseguendo due distinte ordinanze di custodia cautelare emesse dai Gip dei rispetti Tribunali a carico di 20 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti ed inquinamento ambientale.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Catanzaro e dal Commissariato di Lamezia Terme, supportate da intercettazioni telefoniche, hanno fatto emergere l’esistenza di vero e proprio sistema criminale organizzato che gestiva in modo illecito la filiera del recupero e dello smaltimento dei rifiuti, che venivano sversati all’interno di discariche abusive site nel comprensorio lametino.

IL SISTEMA CRIMINALE Le indagini hanno fatto emergere l’esistenza di un vero e proprio sistema criminale organizzato, diretto da Maurizio Bova e Angelo Romanello, che, attraverso la costituzione e il controllo di fatto della Ecologa, società con sede a Gizzeria e la Crm, con sede a Dozza (Bologna), entrambe destinatarie di un provvedimento di sequestro preventivo, gestivano in modo illecito la filiera del recupero e dello smaltimento dei rifiuti, che sono stati sversati sia all’interno della discarica abusiva di località Bagni, sia in un ulteriore sito individuato in località San Sidero a Lamezia Terme, prossimi ad alcuni corsi d’acqua che attraversano il Lametino.

I FARMACI DALLA CAMPANIA Gli accertamenti e le analisi svolte nei siti hanno permesso di rilevare la presenza anche di rifiuti classificabili come speciali e pericolosi, in particolare farmaci smaltiti attraverso gli indagati da una società campana e provenienti da quella regione. I provvedimenti restrittivi sono stati eseguiti in collaborazione con le Squadre mobili di Milano, Varese, Como, Torino. Bologna, Salerno e Benevento.

NOMI La custodia cautelare in carcere è stata disposta per Maurizio Antonio Bova (classe ’78), Angelo Romanello (classe ’84), Assunta Villella (classe ’74), Giuseppe Parisi (classe ’73), Giuseppe Liparota (classe ’59), Gianfranco Liparota (classe ’84), Felice Antonio Liparota (classe ’83), Felice Gabriele (classe ’63). Vanno agli arresti domiciliari Antonio Domenico Sacco (classe ’94), Sarina Parisi (classe ’61), Michelina Imparato (classe ’70), Matteo Molinari (classe ’83), Pasquale Gabriele (classe ’91), Giuseppe Leto (classe ’58). Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Domenico Bernardo, Tommaso Galati, Ferdinando Benincasa, Angelo Mancuso, Gennaro Battipaglia.





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