Corruzione elettorale, indagato Stefano Graziano

Il commissario del Pd Calabria è finito nel registro degli indagati per un’inchiesta su un presunto accordo per ottenere voti a favore di un suo uomo ad Aversa in cambio di un “posto” di lavoro come operatore socio-sanitario. Indaga la Procura di Napoli Nord. Graziano: «Fiducioso nella magistratura»

NAPOLI Il commissario straordinario del Partito democratico calabrese Stefano Graziano è indagato per corruzione elettorale. A rivelarlo l’edizione di Caserta del “Il Mattino” che riprende un’inchiesta della Procura di Napoli Nord nella quale è coinvolto l’esponente politico dem assieme ad altre tre persone: Nicola Tirozzi collaboratore dello stesso Graziano, Pasquale Fiorenzano e Luigi Comparone.
Secondo la ricostruzione riportata dal quotidiano napoletano, Stefano Graziano che è consigliere regionale dem in Campania – nonché commissario dei dem calabresi, si sarebbe prestato ad un gioco per ottenere voti a favore di un consigliere comunale di Aversa (Pasquale Fiorenzano) attraverso l’azione del suo braccio destro (Nicola Tirozzi) garantendo un “posto” al concorsone indetto dalla Regione Campania per un posto da operatore socio-sanitario.
L’inchiesta sarebbe nata dalla denuncia dell’uomo che avrebbe garantito quel “pacchetto di voti” a favore del consigliere comunale di Aversa – poi risultato eletto – e che a concorso espletato dalla Regione Campania non sarebbe rientrato neanche nell’elenco degli idonei. Da qui, stando alla ricostruzione fornita dal Il mattino, la querela presentata nei confronti del consigliere regionale Graziano, del suo braccio destro e del consigliere comunale Pasquale Fiorenzano.
Su questa ipotesi ora la Procura della Repubblica di Napoli Nord, diretta da Francesco Greco, ha avviato l’indagine come indagato appunto il commissario dem calabrese Graziano.
LA DIFESA DI GRAZIANO «Prendo atto del fatto che ci sono atti processuali che mi riguardano e di cui non sono stato ancora informato». Così Stefano Graziano ha commentato la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati. «Sono tranquillo – ha aggiunto – perché estraneo alla vicenda che mi vede indagato per non aver segnalato/raccomandato la persona che, per la mancata segnalazione, prima mi ha denunciato e poi ha tentato di diffamarmi. I fatti si riferiscono, tra l’altro non alla mia campagna elettorale ma a quella di un altro. Sono ancora una volta fiducioso nella magistratura».







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