Per Oliverio arriva la terza richiesta di rinvio a giudizio

Il governatore è accusato di peculato per la partecipazione a un format giornalistico con i fondi destinati alla programmazione turistica. Chiesto il processo anche nei procedimenti Passepartout e Lande desolate

CATANZARO Nuovi guai giudiziari per il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio. La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto il suo rinvio a giudizio per peculato in relazione ad un’inchiesta su presunte irregolarità nell’uso dei fondi per la promozione turistica della Calabria.
La vicenda, in particolare, riguarda la partecipazione di Oliverio ad un appuntamento che si tiene a margine del Festival Dei due mondi di Spoleto, il format giornalistico “I dialoghi di Paolo Mieli”. Il governatore calabrese vi ha partecipato l’estate scorsa. Un appuntamento finalizzato a promuovere le bellezze della regione in ottica turistica e finanziato con fondi pubblici. Tuttavia, a giudizio della Procura catanzarese, in quel contesto «non venivano promosse le attività turistiche regionali, bensì si realizzavano le interviste tipiche di un talk show» nel corso del quale Oliverio avrebbe perseguito finalità privatistiche di promozione politica di se stesso.
Oltre che per Oliverio, il processo è stato chiesto anche per Mauro Luchetti, legale rappresentante della “Hdrà”, società romana che si occupa di comunicazione e organizzazione di eventi e per l’ex parlamentare del Pd Ferdinando Aiello. L’accusa è peculato. Aiello, secondo la Procura, avrebbe messo in contatto Oliverio con la Hdrà, «istigandone la partecipazione e partecipando lui stesso, sebbene privo di titolo, a spese della Regione Calabria».
Nell’ambito dell’inchiesta, nel luglio scorso, la Guardia di finanza aveva eseguito un provvedimento di sequestro preventivo per 95.475 euro nei confronti di Oliverio. Sequestro, ha spiegato nelle scorse settimane, dopo la notifica dell’avviso di conclusione indagini, il difensore di Oliverio l’avvocato Enzo Belvedere, revocato già tre giorni dopo «dallo stesso gip che l’aveva emesso su richiesta dello stesso pm. I beni sono stati così immediatamente restituiti al presidente Oliverio».
L’udienza davanti al gup è stata fissata per il 25 febbraio. Prima di allora Oliverio dovrà presentarsi davanti al giudice altre due volte. I Pm catanzaresi infatti hanno chiesto il suo rinvio a giudizio anche nell’inchiesta Lande desolate su presunti illeciti nella gestione da parte della Regione degli appalti riguardanti l’aviosuperficie di Scalea, l’ovovia di Lorica e il rifacimento di Piazza Bilotti a Cosenza, e Passepartout in cui sono ipotizzate irregolarità in alcuni appalti a Cosenza, tra i quali quello della metropolitana leggera Cosenza-Rende e per la realizzazione del nuovo ospedale.
IL COMMENTO DEL CANDIDATO M5S AIELLO «È anche frutto di un dettagliato esposto del Movimento 5 Stelle la richiesta di rinvio a giudizio del governatore Mario Oliverio per la nota vicenda della sua “trasferta” a Spoleto». Lo ricorda, in una nota, Francesco Aiello, candidato alla presidenza della Regione Calabria per l’alleanza civica del Movimento 5 Stelle. «Avevamo ragione – continua – a rifiutare l’accordo elettorale con il Partito democratico, anche alla luce di ventilate, incredibili alleanze di potere nel campo del centrosinistra, che sembrerebbero in dirittura di arrivo. Le inchieste di Nicola Gratteri e della Procura di Catanzaro servono – prosegue Aiello – alla politica calabrese perché rifletta sul grave livello di inaffidabilità che nel tempo ha raggiunto. La giustizia farà il suo corso, ma resta in ogni caso il quadro sconcertante del sistema dei partiti, che in Calabria non ha garantito ricchezza collettiva, sviluppo e credibilità nell’amministrazione pubblica. Esprimo tutta la mia vicinanza a Gratteri e ai suoi sostituti, ai magistrati delle altre Procure e a tutte le forze dell’ordine che stanno dando – rimarca Aiello – una lezione alla vecchia politica e aprendo spazi di democrazia che vanno occupati da una nuova classe dirigente, coraggiosa, dinamica e interessata soltanto al bene comune. Anche le recenti dichiarazioni abbottonate sull’operazione “Rinascita Scott”, rilasciate dalla candidata del centrodestra, Iole Santelli, inducono a pensare – sottolinea Aiello – alla necessità della politica del passato di salvaguardare l’immagine e dunque di provare a sopravvivere alla grande rivoluzione democratica che sta avanzando in Calabria. Con il Movimento 5 Stelle e la società civile – conclude Aiello – abbiamo compiuto la scelta, decisa e chiarissima, di non apparentarci in alcun modo con il sistema. Abbiamo dunque le mani libere per governare senza condizionamenti e per garantire l’imparzialità della pubblica amministrazione, la ripresa della Calabria e il contrasto assoluto di quelle pratiche e logiche di palazzo che hanno fatto sprofondare la regione nel baratro».





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