Paura e delirio al Pronto soccorso di Locri

Triage chiuso, niente Tac, tempi biblici per le prestazioni, personale ridotto all’osso e un medico che, a cause del lavoro senza sosta, si è sentito male. È quanto avvenuto la notte di Natale. Il sindaco Calabrese: «Queste le mortificazioni che dobbiamo subire a causa di una scadente classe politica che continua a proteggere incapaci e incompetenti a scapito della collettività che ne paga le conseguenze»

LOCRI «Una notte (di Natale!) di straordinaria follia al Pronto soccorso dell’ospedale della Locride. Triage chiuso e personale ridotto all’osso. Smontata la vecchia Tac e non ancora in funzione la nuova! Medico in servizio al Pronto Soccorso, dopo una massacrante e stressante notte di lavoro, va in tilt e diventa paziente dello stesso reparto!!!». Un lungo post quello del sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, che denuncia le carenze nell’ospedale della propria città, più volte assurto agli onori della cronaca per le gravi carenze che lo attanagliano. «Questo – prosegue Calabrese – è quanto accaduto purtroppo all’ospedale di Locri la notte di Natale mentre eravamo tutti impegnati a festeggiare ricordando che a Betlemme, in una stalla, nasceva Gesù Bambino! Carenza di personale associata ad una demenziale gestione delle risorse umane in servizio hanno causato l’ennesimo disservizio per gli utenti e una notte da incubo per il povero e disperato personale sanitario rimasto in servizio. Ancora una volta si palesa l’incapacità della direzione sanitaria che non è in grado di gestire la situazione d’emergenza venutasi a creare e che ormai rappresenta la regola e non l’eccezione.
«Tutto ciò – spiega il sindaco –  è stato denunciato sui social da un medico, in servizio la notte della vigilia di natale, diverse ore prima di finire al tappeto per “ko tecnico”. Infatti, già dopo qualche ora di lavoro lo sfortunato medico scriveva testualmente su Facebook : “Si lavora notte di Natale, senza triage e senza cambio domani mattina. La direzione sanitaria dell’Ospedale di Locri firma ferie a 3 medici (dei 9 che siamo) per il 25 dicembre e noi domani mattina non possiamo smontare. Prima me ne vado da questo ospedale e meglio è!”».
«Turni massacranti e condizioni di lavoro inaccettabili che hanno portato lo stesso medico ad una condizione di stress tale da dover far richiesta di cure del personale dello stesso pronto soccorso. Il professionista in servizio al 118 e distaccato al pronto soccorso dell’ospedale è passato in un attimo da medico a paziente. Infatti il sanitario è stato colto da un lieve malore e dopo le necessarie cure è stato mandato a casa in convalescenza per sette giorni», prosegue il post-denuncia. Ma quello del medico non è l’unico caso da segnalare avvenuto la notte di Natale.
«Altro episodio gravissimo – scrive Calabrese – è accaduto ad una signora rimasta “parcheggiata” al Pronto Soccorso dalle 9.00 del 24 dicembre e trasferita a Polistena per poter fare una Tac solo alle 21.30 dello stesso giorno. Purtroppo la “vecchia” TAC è stata smontata e la “nuova” non è ancora entrata in funzione».
«Queste – conclude il primo cittadino – le mortificazioni che dobbiamo subire a causa di una scadente classe politica che continua a proteggere incapaci e incompetenti a scapito della collettività che ne paga le conseguenze.
Meglio astenersi da ulteriori commenti».





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