RINASCITA | Incarnato davanti al Tribunale della Libertà

I giudici catanzaresi devono valutare la posizione dell’ex assessore regionale e commissario Sorical. È ai domiciliari con l’accusa di aver chiesto l’appoggio elettorale dietro favori a Giamborrino e Cuomo

CATANZARO La posizione dell’ex assessore regionale e commissario Sorical Luigi Incarnato è al vaglio del Tribunale della Libertà di Catanzaro. I giudici dovranno valutare la richiesta del legale di rimodulare la misura cautelare disposta nei confronti di Incarnato finito nella maxi inchiesta “Scott Rinascita” dalla Distrettuale di Catanzaro. Il commissario della Sorical si trova ora ristretto agli arresti domiciliari dal 19 dicembre proprio a seguito di quella operazione coordinata dal procuratore capo Nicola Gratteri. Assieme alla posizione di Incarnato, i giudici del Tribunale della Libertà che lunedì si sono occupati dal caso dell’ex assessore regionale stanno valutando anche le misure adottate nei confronti di altri quattro indagati. Nell’udienza di ieri, come riportato dalla Gazzetta del Sud, il difensore di Incarnato – l’avvocato Franz Caruso – ha cercato di smontare le accuse che la Distrettuale catanzarese ha sollevato nei confronti del commissario della Sorical.
Secondo quanto emerge dall’inchiesta, Incarnato è accusato di aver cercato il consenso elettorale di Pietro Giamborino e Pino Cuomo offrendo la disponibilità ad aiutarli nel loro progetto di realizzare un centro di accoglienza straordinario per i migranti richiedenti asilo a Paola. Proprio per avvantaggiare i due ed ottenere così il loro appoggio nella sua corsa alle politiche del 4 marzo scorso, Incarnato li avrebbe fatto incontrare con il sindaco della cittadina del Tirreno cosentino, Roberto Perrotta. Da qui l’accusa della distrettuale antimafia catanzarese.





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