Chiamava l’ambulanza e infastidiva i sanitari, arrestato un pregiudicato cosentino

In carcere è finito Mario Mignolo, già tratto in arresto lo scorso aprile nell’operazione Alarico e poi rimesso in libertà nel mese di ottobre. A dicembre ha chiamato l’ambulanza per 11 volte, palesando malori sempre differenti. Ai sanitari chiedeva di certificare malattie che in realtà non aveva

COSENZA  I Carabinieri della Stazione di Mangone hanno tratto in arresto e tradotto nel carcere Sergio Cosmai, Mario Mignolo, 30enne pregiudicato già finito agli arresti lo scorso aprile nell’ambito dell’operazione “Alarico”. La restrizione carceraria era stata poi trasformata in obbligo di presentazione alla stazione del carabinieri di Mangone nel mese di ottobre, ma oggi Mignolo ritorna in carcere. Era stato proprio da quel momento che il soggetto aveva ricominciato a prendersi, in totale autonomia, alcune libertà circa il rispetto della misura cautelare cui era ancora sottoposto: a proprio piacimento, talvolta si presentava presso la Stazione dei Carabinieri ad orari differenti da quelli imposti, in altre occasioni proprio non perveniva presso il Comando dell’Arma adducendo scuse banali. Le molteplici violazioni commesse non erano ovviamente sfuggite ai militari, che le avevano puntualmente riferite all’autorità giudiziaria: il giudice per le indagini preliminari lo aveva dapprima diffidato a rispettare gli obblighi della misura cautelare, quindi, preso atto della totale incuranza del soggetto, ne aveva disposto l’aggravamento ordinando che venisse risottoposto agli arresti domiciliari. Ancora una volta però, il 30enne aveva trovato un espediente per poter uscire di casa: nel solo mese di dicembre, l’uomo ha richiesto per 11 volte l’intervento di personale sanitario del 118 presso l’abitazione adducendo di volta in volta malori differenti. Regolarmente trasportato al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile Annunziata di Cosenza, ne è uscito puntualmente senza provvedimento medico. Non pago, infastidiva medici ed infermieri nello svolgimento delle proprie mansioni nel maldestro tentativo di farsi riconoscere un qualche tipo di prognosi, arrivando pure a minacciarli, e, una volta dimesso, ne approfittava per svolgere proprie commissioni private. Sempre sulle sue tracce, i carabinieri della stazione di Mangone hanno però documentato tutto, raccogliendo le testimonianze dei sanitari coinvolti e la documentazione medica attestante che l’uomo godeva invece di ottima salute: così nella giornata di 12 dicembre, per il 30enne, si sono inevitabilmente riaperte le porte del carcere.







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