Il banchiere di Crotone che si offre come «suddito» di Adamo e Tursi Prato

La Dda di Catanzaro tratteggia la figura di Ottavio Rizzuto. E lo ritiene un trait d’union tra politica e ambienti criminali. In palio i finanziamenti offerti dalla Bcc del Crotonese agli imprenditori vicini al clan Grande Aracri e i voti a disposizione dei partiti. «Il potere mio è politico»

di Alessia Truzzolillo
CATANZARO
«Io sono un amico serio gli devi dire a Nicola […] io ci tengo moltissimo se facciamo questo voi avete a Crotone un suddito, un suddito […] Nicò io divento tuo suddito a Crotone, allora hai capito, guarda che io sono un tipo che quando stringo la mano, stringo la mano Nicò eh, okay?». Così, in sintesi, si autopromuove Ottavio Rizzuto parlando col politico cosentino Giuseppe Tursi Prato. Rizzuto desidera che il suo messaggio venga riportato al politico dem, ex consigliere regionale e marito della deputata Pd Enza Bruno Bossio, Nicola Adamo. È ottobre 2016 quando avviene questa conversazione captata dai finanzieri di Crotone, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia guidata da Nicola Gratteri, nell’ambito dell’inchiesta che ha svelato i contatti tra il mondo imprenditoriale e il clan Grande Aracri (qui la notizia).
Ottavio Rizzuto, 71 anni, di Cutro, è considerato l’anello di congiunzione tra gli ambienti della politica (che il gip non ritiene siano a conoscenza dei contatti di Rizzuto con soggetti contigui ad ambienti criminali) e quelli dell’imprenditoria mafiosa, accusato di concorso esterno per avere favorito la cosca capeggiata da Nicolino Grande Aracri. Tutti gli incarichi occupati da Rizzuto sono stati, secondo l’accusa, spesi a favore della locale di Cutro. Nella veste di responsabile dell’ufficio tecnico del comune crotonese, avrebbe cercato di assicurare l’ottenimento di appalti a imprese legate ai Grande Aracri come quella dell’imprenditore Rosario Lerose, titolare della Lerose Idroimpianti srl sempre pronta ad assicurare impiego a persone gravitanti intorno alla cosca.
Rizzuto, da presidente del cda della Bcc di Crotone, avrebbe assicurato finanziamenti a soggetti legati alle cosche, così come l’apertura di conti correnti nei quali fare affluire fondi di provenienza illecita.
Il “faccendiere” spendeva importanti conoscenze con politici regionali come Giuseppe Tursi Prato e Nicola Adamo con lo scopo di «garantire l’aggiudicazione di commesse in favore di imprese di chiara estrazione ‘ndranghetistica riconducibili a Gianni Mazzei, Maurizio Iembo e il gruppo imprenditoriale Villirillo, cui è riconducibile la Crotonscavi Costruzioni generali spa».
L’operazione “Thomas” – condotta dalla Guardia di finanza di Crotone e dedicata al finanziere Thomas Gatto scomparso giovanissimo lo scorso anno – è un domino nel quale ogni pedina è legata agli altri da un filo conduttore che è l’agevolazione della locale diretta dai Grande Aracri. Risalta il connubio politica e imprenditoria malata, inquinata dalla ‘ndrangheta.
L’EQUAZIONE RIZZUTO Secondo le fiamme gialle di Crotone, coordinate dai pm Domenico Guarascio e Paolo Sirleo della Dda di Catanzaro, l’equazione sulla quale basava l’ascesa della propria persona Ottavio Rizzuto era semplice. La sintetizza il gip distrettuale che ha emesso la misura cautelare nei confronti dell’indagato: avvicinare un certo ambiente politico «con i voti procurati dal vasto bacino del Crotonese che è territorio profondamente influenzato dal condizionamento delle cosche; l’ambiente di un’imprenditoria a lui vicina che gli avrebbe senz’altro portato riconoscenza; l’ambiente delle cosche che ricevevano “concreta riconoscenza” degli imprenditori che Rizzuto sceglieva tra quelle disposte a gratificarle».
IL SUDDITO DI NICOLA A CROTONE I contatti tra Rizzo, Tursi Prato e Nicola Adamo, politici cosentini di lungo corso, emergono numerosi. Questi ultimi «per il loro ruolo politico nel panorama regionale, sono senz’altro interessati ad espandere il loro consenso anche nel Crotonese», scrive il gip Giulio De Gregorio. Rizzuto promuove la propria persona camuffando le proprie contiguità mafiose, si presenta come il rispettabile presidente di una banca. «Servo vostro», dice durante una telefonata nel corso della quale lascia intendere di poter mettere a disposizione la sua influenza nel mondo finanziario e imprenditoriale. «Oi Pino – dice rivolgendosi a Tursi Prato – io c’ho un giocattolo nelle mani che lo posso fare andare come cazzo voglio, e quando tu tieni la banca… io più in questo momento deve capire Nicola Adamo che a Crotone sono uno che conta… che io non ti pensare che gli faccio i favori alle persone… per i voti gli faccio i favori, che il potere mio è politico». A novembre 2016 Rizzuto racconta all’imprenditore Iembo di un incontro a Crotone con Adamo e Tursi Prato. Secondo quanto racconta il presunto faccendiere, Adamo gli avrebbe detto: «Ottà, siccome tu sei intelligente, che riesci a spendere, noi ti diamo degli input e tu ci devi preparare determinate situazioni. Ci devi fare da garante a noi. Ottavio Rizzuto accetta di fare da garante: «… il garante sono io, non dovete avere problemi, che poi io so come distribuire a persone altamente affidabili», e fa i nomi di Maurizio Iembo, Chiannetto Mazzei (da ricondursi a Giovanni Mazzei) e Maurizio D’Alfonso «che sono le tre persone che mi fido ciecamente».
Rizzuto è elettrizzato: «Stanno preparando un business, un business grosso, di cui ci sono quasi due milioni e mezzo di euro di impianti e illuminazione che una volta che l’ha preso “a”, “a” può dare l’affidamento diretto, non so se hai capito. Là si tratta tutto di saper gestire gli interessi insomma…».
UN IMPRENDITORE PER UN PARTITO Il 19 agosto 2017 Giuseppe Tursi Prato parla con al telefono con Nicola Adamo. Parlano di Rizzuto, del suo essersi messo a disposizione e del fatto che vorrebbe fare conoscere l’imprenditore Mazzei a Nicola Adamo. Secondo Tursi Prato «Ottavio è una persona per bene, è una persona molto stimata… ma aldilà che fa il presidente della banca, ha una rete di amicizie molto importanti, ma importanti, anche di peso… questo signore… però lo dico a te ma non ne fare parole… questo signore (si riferisce a Mazzei, ndr) ha depositato alla banca sua 40 milioni di euro in contanti… è una potenza… è un grosso imprenditore. Ha non so quanti dipendenti… noooo Mazzei…». Secondo Tursi Prato l’imprenditore di Crotone «si fida solo di Ottavio» e Ottavio Rizzuto avrebbe chiesto «glielo vogliamo far conoscere a Nicola? che può essere un riferimento per il partito?» (a.truzzolillo@corrierecal.it)





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