Di Maio “promuove” il M5S. «Per la prima volta saremo in consiglio regionale» – VIDEO

Il capo politico da Lamezia si dice sicuro di “sfondare” l’8%. «Lo Stato può battere la ‘ndrangheta, siamo con le forze dell’ordine e Gratteri, ma la più grande “retata” i calabresi la possono farle il 26 gennaio»

LAMEZIA TERME «Per la prima volta nella storia, in Calabria ci saranno consiglieri regionali del Movimento Cinquestelle». Il capo politico del M5S risponde a una domanda non posta che aleggia da settimane sulle candidature grilline. E appare certo che le forze movimentiste supereranno la quota di sbarramento imposta dalla legge elettorale. Luigi Di Maio vede il M5S sopra l’8% e, visti i disimpegni degli ultimi giorni, il dato non era scontato. Il ministro degli Esteri, però, ostenta sicurezza: «Comunque andrà, entreremo nel Palazzo per la prima volta».
«CI FIDIAMO DEI CALABRESI» Da Lamezia, vuole lanciare un messaggio per i calabresi prima di iniziare il proprio intervento in piazza: «Noi ci fidiamo di loro e di quello che sceglieranno, noi ci siamo con il nostro candidato presidente. È la prima volta che ci presentiamo assieme a una lista civica, sarà importantissimo vedere quale sarà il consenso». Anche per valutare strategie e scelte compiute nella tribolata marcia di avvicinamento al voto. Lo stesso Di Maio avrebbe preferito una pausa per le Regionali, per “rifondare” la macchina grillina. Il voto su Rousseau ha detto altro. Ma l’obiettivo della ripartenza rimane prioritario: «Agli Stati generali possiamo rilanciare il movimento, riorganizzare energie forze e obiettivi. Tutti insieme il 15 marzo per mettere finalmente in piedi una nuova carta dei valori e un’organizzazione più efficace, il solo capo politico non ce la può fare». Poi, Di Maio rivolge un pensiero alle forze dell’ordine calabresi: «Un abbraccio va ai carabinieri, agli inquirenti e a Gratteri, il loro lavoro dimostra che lo Stato può sconfiggere la ‘ndrangheta. Dobbiamo sostenere le forze dell’ordine e liberarci della politica corrotta». Nel corso del comizio, Di Maio aggiungerà: «Queste elezioni non si giocano su una forza politica o su un’altra, ma su quanti andranno a votare. Se il 26 gennaio voterà la metà dei calabresi, i voti della mafia conteranno, se invece voterà il 70 o l’80% a contare saranno i voti dei calabresi. Pensate che con il vostro voto si sta rendendo insignificante un sistema di potere. Dobbiamo tenere presente – rileva il capo politico del Movimento 5 Stelle – che un’organizzazione criminale esiste perché c’è una classe dirigente corrotta, diciamolo franamento: non esiste la ‘ndrangheta senza un apolitica corrotta. Ringraziamo i carabinieri, le forze dell’ordine, il procuratore Gratteri, ma la più grande “retata” la potete fare voi nella cabina elettorale il 26 gennaio».
PERCHE’ NO ALL’ALLEANZA CON IL PD Di Maio fa riferimento anche alla situazione politica calabrese e spiega i motivi del no all’alleanza con il Pd: «Il nostro progetto è dare alle Regioni tutte le risorse che servono, ma voi dovete mettervi in condizione di scegliere amministratori responsabili e negli ultimi 15 anni non ce n’è stato uno, di destra o di sinistra, che non sia finito in indagini per r corruzione o legate agli affari della politica. Noi – spiega il capo politico M5S – qui potevamo scegliere la scorciatoia, ci pregano tutti in Calabria, ci hanno detto “venite con noi”, ma come potevamo venire da voi che volevamo cambiare la Calabria in alleanza con uno dei due che negli ultimi 10 anni ha rubato?». Una battuta poi sulla Giunta delle autorizzazioni a procedere che lunedì deciderà su Matteo Salvini e sul caso Gregoretti: «Quello della Gregoretti fu un atto di propaganda. Quindi non c’entra niente con il caso Diciotti e bisogna far valutare quell’atto dagli inquirenti. Da vicepremier – ha aggiunto – mi sono autodenunciato per la Diciotti perchè l’Europa non voleva prendere migranti. Un anno dopo redistribuiva in automatico». (cant.a.)







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