Processo Breakfast, attesa per la sentenza su Scajola

L’ex ministro è accusato di aver favorito la latitanza di Matacena. Alla sbarra anche la moglie dell’ex parlamentare di Forza Italia e altre due persone del suo staff

REGGIO CALABRIA Si è riunito in camera di consiglio il collegio del Tribunale di Reggio Calabria, Natina Pratticò presidente, chiamato a giudicare in primo grado nel processo scaturito dall’operazione Breakfast, condotta dalla Dia di Reggio Calabria nell’aprile 2014, per il reato di procurata inosservanza di pena in favore dell’ex parlamentare forzista Amedeo Matacena, tuttora latitante a Dubai dopo la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa.
Il processo vede tra gli imputati l’ex ministro dell’Interno, oggi sindaco di Imperia, Claudio Scajola (difeso dagli avvocati Giorgio Perroni, Elisabetta Busuito e Patrizia Morello), per lui la richiesta del pm è di 4 anni e mezzo per procurata inosservanza di pena, e la moglie di Matacena, Chiara Rizzo (difesa dall’avvocato Bonaventura Candido), per lei il pm della Dda Giuseppe Lombardo ha invocato una pena di 11 anni e mezzo per procurata inosservanza di pena e interposizione fittizia di beni.
Altri due imputati sono l’uomo di fiducia di Matacena, Martino Politi (difeso dagli avvocati Corrado Politi e Antonino Curatola), e l’ex segretaria di Matacena, Maria Grazia Fiordelisi (difesa dall’avvocato Cristina Dello Siesto), per entrambi l’accusa ha invocato 7 anni e 6 mesi per procurata inosservanza di pena e interposizione fittizia. La sentenza è attesa intorno alle ore 17:30.





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