«Ospedale di Cosenza, situazione vicina al collasso»

COSENZA «La situazione è vicina al collasso: senza più medici nei Pronto soccorso; senza anestesisti e persino senza le barelle, oramai succedanee dei comuni posti letto». È quanto denuncia – in…

COSENZA «La situazione è vicina al collasso: senza più medici nei Pronto soccorso; senza anestesisti e persino senza le barelle, oramai succedanee dei comuni posti letto». È quanto denuncia – in una lettera al ministro della Salute, Lorenzin – Costantino Troise, segretario nazionale Anaao Assomed sulla situazione dell’ospedale “Annunziata” di Cosenza. «Le conseguenze del disagio – sottolinea Troise –, che andava via via a registrarsi, sono state in massima parte attenuate grazie al senso di abnegazione e di responsabilità dimostrato dai professionisti sanitari, che hanno tenuto aperti i “cancelli della fabbrica” facendo esclusivamente ricorso al sacrificio personale. Gli stessi oggi protestano non per una rivendicazione salariale, bensì perché lasciati da soli ad affrontare la domanda di salute, per lo più inevasa, con risorse umane insufficienti, chiedendo di essere messi in condizione di lavorare e dare il meglio di se stessi». Secondo il segretario nazionale di Anaao Assomed, «non si può continuare così, lasciando crescere il malessere della collettività, piuttosto che rimettere in piedi il servizio sanitario regionale ed intervenire costruttivamente sul sistema della salute, non esercitando attività meramente liquidatorie. Tale situazione deriva dal blocco del turnover, attivo ope legis per tutta la durata del commissariamento per l’attuazione del piano di rientro, fatta salva la possibilità di deroghe, per un numero complessivo regionale, pari al 15%. Per di più – aggiunge –, nonostante molte unità operative ospedaliere di fondamentale importanza nell’ospedale di Cosenza siano carenti di medici, al punto da compromettere l’erogazione delle prestazioni, il tavolo di verifica ha condizionato la possibilità di rilasciare deroghe al blocco del turnover all’avvenuto espletamento, su base regionale, della mobilità del personale risultante in esubero dai processi di disattivazione e riconversione dei presidi ospedalieri». Poi Troise solleva un dubbio: «Recentemente, però, il sub commissario Urbani ha dichiarato che “a seguito degli adempimenti prodotti nel corso dell’ultima riunione con i ministeri affiancanti si sono create le condizioni per lo sblocco del turnover”. Non si capisce, allora, perché il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Cosenza non provveda oggi a mettere a norma la gravissima carenza di personale medico». Per il rappresentante nazionale dei medici, «data la situazione di estrema drammaticità in cui versa l’ospedale, avrebbe dovuto e potuto garantire l’assunzione di personale medico e infermieristico mediante determinazioni straordinarie al fine di garantire i Lea e la sicurezza delle cure per cittadini e operatori, così come hanno fatto altri direttori generali di Aziende calabresi, senza trovare opposizione da parte della struttura commissariale». Da qui il grido d’aiuto al ministro Lorenzin: «I medici intendono lanciare l’allarme sull’imminente rischio di un disastro annunciato, visto che il perdurare di questa situazione, inevitabilmente, ridurrà ancora di più, nonostante gli sforzi e la dedizione del personale, la quantità e la qualità delle prestazioni assistenziali erogate, incrementando, in modo direttamente proporzionale, il rischio per gli utenti del servizio insieme con quello professionale dei medici, come la letteratura di riferimento dimostra». E la richiesta di «un intervento diretto – conclude – affinché vengano celermente rimossi tutti gli impedimenti relativi alla concessione delle deroghe al blocco del turnover necessarie per risolvere la situazione». (0090)







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