‘NDRANGHETA STRAGISTA | Graviano: «Ogni tanto arrivavano 500 milioni da Berlusconi»

Il boss della mafia ha ripreso a parlare nel processo in corso a Reggio. Rispondendo alle domande dell’ex procuratore aggiunto di Palermo Ingroia ora avvocato di parte civile ha negato la conoscenza con l’esponente di Forza Itali. Ma ha confermato: «Incontrai il Cavaliere tre volte»

REGGIO CALABRIA «Non ho mai conosciuto Marcello Dell’Utri…». Lo ha detto il boss Giuseppe Graviano, deponendo al processo sulla ‘ndrangheta stragista in corso a Reggio Calabria. Il boss mafioso della famiglia di Brancaccio sta rispondendo all’ex procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, oggi avvocato e legale di parte civile. Graviano ha confermato, anche ad Ingroia, di avere incontrato Silvio Berlusconi, nel 1993 quando era latitante: «L’ho incontrato 3 volte a Milano».
Nella scorsa udienza Graviano aveva detto che «tra fine anni ’60 e ‘70 alcuni imprenditori siciliani – tra cui suo nonno – avevano investito 20 miliardi di lire nelle imprese di Silvio Berlusconi».
«Ogni tanto arrivavano 500 milioni provenienti da Berlusconi – aveva detto – li ha presi mio cugino Salvatore che li ha investiti nella azienda Iti caffè». Morto il nonno doveva essere lui a formalizzare questo accordo imprenditoriale ed economico con Berlusconi, una formalità che non avvenne perché Graviano fu arrestato.
AGENDA ROSSA DI BORSELLINO E STRAGI «I carabinieri devono dire la verità sul mio arresto e vedrete quante persone sono coinvolte e hanno interesse che io resti in carcere. E pure su via D’Amelio…». Ha detto ancora Graviano, rispondendo, da imputato, ad Ingroia, al processo sulla ‘ndrangheta stragista in corso a Reggio Calabria. L’ex procuratore aggiunto di Palermo – che coordinò il pool sulla “trattativa tra Stato e mafia” – ha pure chiesto al boss stragista se era Nicola Mancino il ministro dell’Interno che voleva fermare le stragi ma Graviano si è avvalso della facoltà di non rispondere. Mentre ha risposto «non lo so» alla domanda di Ingroia su un progetto di attentato nei confronti dell’ex ministro Calogero Mannino. Cosa sa dell’agenda rossa del dottore Paolo Borsellino – è sempre Ingroia a porre le domande – e dell’omicidio del poliziotto Nino Agostino? «Mi riservo di rispondere – ha detto Graviano – finché non mi vengono consegnate tutte le intercettazioni».
Il presidente della Corte ha disposto che sia il pm a inviare le trascrizioni e le perizie sulle intercettazioni ambientali tra Giuseppe Graviano e Michele Adinolfi. Ulteriore domanda di Ingroia: «Lei costituiva un ostacolo per la prosecuzione della strategia stragista?». «No, perché non sono coinvolto – ha risposto Graviano – in queste discussioni».







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