Coronavirus, a Milano le lezioni digitali di un preside calabrese

L’idea di Franco Marano per fronteggiare il panico. Tra smartphone e collegamenti skype l’attività scolastica non si fermerà

MILANO Nel panico generalizzato di queste ore, il coronavirus colpisce anche le scuole di ogni ordine e grado. Nel nord, a iniziare da Milano, le ordinanze dei presidenti di Regione hanno interrotto le lezioni anche alle Università. Parlano di 7 giorni, ma nessuno sa quando realmente riprenderanno. Si rischia di compromettere lo stesso anno scolastico e anche l’anno accademico.
Ma chi si è distinto nel panico in atto in Italia è il giovane dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico Prealpi di Saronno, Franco Marano, un calabrese della Presila cosentina. Il quale ha adottato con video messaggio via Facebook, una saggia e opportuna decisione. L’anno scolastico prosegue con le “lezioni digitali”. Una cosa che dovrebbe essere piuttosto scontata nell’era delle nuove tecnologie.
Il preside Marano deve avere fatto un ragionamento semplice semplice: tutti gli studenti e i docenti hanno almeno uno smartphone; tutti sono attrezzati di collegamento skype o simile; quindi chiunque potrà assistere e partecipare alle lezioni negli orari previsti. Semplice, scontato, sperando che le “lezioni digitali” del preside Marano vengano adottato ovunque. Molte aziende di Milano stanno avviando in queste ore il telelavoro, anche in previsione dello stop della metropolitana. Si lavora da casa.
Il fatto vero che il ritardo italiano nell’utilizzo delle nuove tecnologie è veramente eccessivo. Ma sarà questa per il futuro la via da seguire per garantire una qualità diversa dello studio e del lavoro.
Il “digital divide”, cioè il divario che c’è tra chi ha accesso a internet e chi non ce l’ha, causa l’esclusione dai vantaggi della società digitale. Con danni socio-economici e culturali importanti. Su questo è ora che il paese e le sue istituzioni si sveglino.





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