Coronavirus, tutte le misure adottate dai Comuni

Sono diverse le iniziate intraprese dai sindaci per ridurre i rischi del contagio. Ma l’Anci invita alla prudenza: «Non si adottino azioni in autonomia. Coordiniamoci»

di Roberto De Santo
CATANZARO La diffusione del Coronavirus nel Nord Italia alimenta misure di prevenzione anche nella nostra regione. Così di ora in ora si susseguono iniziative avviate per cercare di evitare il diffondersi del virus anche in Calabria. Soprattutto da quando molti calabresi che lavorano e vivono nelle regioni dove si sono registrati i numero maggiori di contagi – al momento Lombardia, Veneto e Piemonte – hanno deciso di rientrare nelle proprie località d’origine visto che i provvedimenti di chiusura di scuole, uffici e attività pubbliche hanno interessato queste aree. Ed è così che anche alcuni sindaci sulla scorta dei loro omologhi di altre parti d’Italia stanno predisponendo misure tese a scongiurare questa ipotesi.
A Cosenza, il sindaco Mario Occhiuto ha deciso di annullare la tradizionale Fiera di San Giuseppe dopo un vertice in Prefettura di Cosenza sul tema del coronavirus.
Rimanendo nella stessa provincia il dipartimento di Studi umanistici dell’Unical ha deciso di sospendere le sedute di laurea programmate in questo periodo così come le attività dello stesso dipartimento.
Ancor più drastiche le misure adottate Belvedere Marittimo, dove il primo cittadino, Vincenzo Cascini, ha scelto la strada della chiusura delle scuole di ogni ordine e grado – ufficialmente per provvedere alla disinfestazione dei plessi scolastici – ma anche l’annullamento delle manifestazioni pubbliche compreso le iniziative per il Carnevale.
Sempre nel Cosentino si registrano a San Demetrio Corone, Cetraro e Fuscaldo, ma per volontà propria, casi di autoquarantena di famiglie calabresi provenienti dalle zone rosse della Lombardia. Una scelta legata a motivi esclusivamente prudenziali ci tengono a precisare le famiglie.
Nel Catanzarese, e precisamente a Nocera Terinese, il sindaco Tonino Albi ha non solo firmato un’ordinanza di chiusura di tutte le scuole comunali, locali di culto e la sospensione di ogni manifestazione pubblica, ma anche l’obbligo per cittadini rientrati dalle Regioni del Nord di comunicare alle autorità sanitarie locali il loro rientro.
A Mileto, nel Vibonese, il sindaco Salvatore Fortunato Giordano ha addirittura emesso un’ordinanza con la quale fa si dispone il «divieto per tutti coloro che sono o sono stati nei giorni immediatamente precedenti alla presente ordinanza, residenti o temporaneamente domiciliati nei comuni focolaio del virus, di soggiornare sul territorio comunale».
Mentre a Cutro, nel Crotonese, il primo cittadino Salvatore Divuono ha firmato la disposizione per le persone che provengono dalle aree del Nord Italia interessate dal virus, oltre che dai Paesi definiti a rischio, di mettersi in contatto con le autorità locali. Una scelta questa se vogliamo in linea con quanto previsto dalle autorità regionali calabresi che ha invitato i propri conterranei di rientro dalle Regioni del Nord a rischio di comunicare l’arrivo in Calabria al fine anche di valutare «misure di quarantena attiva volontaria presso il proprio domicilio anche in assenza di sintomi».

ANCI: «NESSUNA DECISIONE IN AUTONOMIA. SI CONCORDINO LE MISURE» E di fronte al proliferare di misure dei vari enti locali interviene all’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci) che in una nota invita alla concertazione delle azioni da intraprendere per fronteggiare l’emergenza. «In questo momento di emergenza sanitaria – afferma Antonio Decaro, presidente Anci – è fondamentale non assumere iniziative autonome e non
concordate. La situazione di emergenza va fronteggiata con comportamenti e interventi omogenei su territori di scala vasta per rendere più efficaci le misure di contenimento del virus e anche per evitare panico e allarmismo». «Anche per noi sindaci – aggiunge – oltre che per i governatori, vale la sollecitazione del ministro Speranza a far riferimento al coordinamento unico nazionale con le regioni che è supportato dalle competenze scientifiche necessarie». (r.desanto@corrierecal.it)







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