Coronavirus e l’analisi dei Gps: anche i calabresi (quasi tutti) si sono fermati

In pochi giorni la mobilità, anche in Calabria, si è ridotta di oltre il 50% secondo l’analisi condotta dall’azienda statunitense Cuebiq e l’Università di Torino

Gps Calabria coronavirus

di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME Analizzare gli effetti del coronavirus sugli spostamenti dei cittadini italiani. Questo lo scopo del recente studio effettuato dall’Università di Torino in collaborazione con l’azienda statunitense Cuebiq e che ha raccolto di dati GPS di circa 170mila smartphone in tutta la penisola. Certo, da circa una settimana il Dpcm del Governo Conte e la campagna “Restate a casa” impone la necessità di rimanere nelle proprie abitazioni per le prossime settimane, salvo le emergenze e le reali e improrogabili necessità. Una disposizione resasi necessaria per cercare di contenere quanto più possibile il numero dei contagi da Covid-19 in preoccupante crescita nel corso delle ultime settimane.

 L’ANALISI Lo studio ha preso in considerazione i dati riguardanti, appunto, la posizione GPS, le reti WiFi agganciate, i segnalatori bluetooth nelle vicinanze e le reti cellulari agganciate. Informazioni raccolte attraverso gli smartphone in modo peraltro trasparente da Cuebiq e comunque rese anonime per non poter risalire all’identità dei soggetti attraverso i propri spostamenti. Ebbene dai dati raccolti appare netto il cambiamento dello stile di vita nel corso delle ultime 3 settimane, compreso quello dei calabresi.

I RISULTATI Già perché dall’analisi è emerso come nella prima settimana, quella fra il 22 e il 28 febbraio, in Calabria gli spostamenti tre le province abbiano iniziato a diminuire con percentuali comprese tra il 10 e il 30%, specialmente nella provincia di Crotone. Nella seconda settimana presa ad esame e cioè quella compresa tra il 29 febbraio e il 6 marzo le percentuali degli spostamenti non subiscono grosse variazioni, comprese fra lo 0 e il 20%.

IL CROLLO Nettamente più evidente e significativa in termini numerici l’analisi effettuata nei giorni compresi fra il 7 e il 10 marzo, quelli che per intenderci combaciano con le prime misure adottate dal Governo Conte. Ebbene, in questo intervallo di date in Calabria la riduzione degli spostamenti rilevati dai GPS supera abbondantemente il 50% (colore viola più scuro), così come peraltro è accaduto in tutta Italia. Un ulteriore dato che certifica quanto si sia drasticamente ridotta, anche nella nostra regione, la mobilità. 

L’auspicio è che nei prossimi giorni i dati mostrino numeri e percentuali ancora più significativi. Solo così si può sperare di porre un freno concreto all’inarrestabile crescita dei contagi da coronavirus nel nostro Paese e in Calabria dove, secondo l’ultimo bollettino diramato dalla Regione, (qui la notizia) i numeri continuano a crescere. (redazione@corrierecal.it)





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