«Chi va in giro nonostante i divieti sia indagato per concorso in epidemia»

Esposto del Codacons a tutte le Procure calabresi. «Chi trasgredisce le norme è un pericolo per la collettività»

CATANZARO A fronte delle tantissime violazioni registrate sul territorio al divieto di spostamenti imposto come misura di contenimento del coronavirus, il Codacons presenta un esposto a tutte le Procure della Repubblica, chiedendo di indagare i responsabili per il reato di concorso in epidemia.
“Chiediamo alla magistratura di attivarsi contro chi mette a rischio la salute pubblica e vanifica gli sforzi di quanti, in questi giorni, stanno facendo sacrifici per rimanere a casa chiudendo negozi e attività – si legge nella nota del Codacons.
Si ha notizia di assembramenti ingiustificati nei parchi, sulle panchine, su litorali e spiagge e in altri luoghi pubblici, e di cittadini che continuano a uscire di casa senza averne alcuna necessità. Costoro vanno identificati e verso di loro le Procure dovranno agire per il reato di concorso in epidemia. Anche chi fa jogging, in assenza di preciso certificato medico che prescriva attività sportiva all’aperto, incorre nello stesso reato”.
L’ art. 438 del codice penale stabilisce infatti che “Chiunque cagiona un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni è punito con l’ergastolo”.
Non solo. Se nei comuni della regione dove si verifica il maggior numero di violazioni ai divieti si dovesse registrare un incremento dei morti da coronavirus, i trasgressori potrebbero rispondere di concorso in omicidio colposo.
“Chi in questo momento delicato trasgredisce le norme è un pericolo per la collettività, alimenta la diffusione del contagio e vanifica del tutto gli sforzi del paese, e per questo motivo va punito con la massima severità”.





Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password

error: Contenuto protetto