Coronavirus, caccia all’untore a Crotone. Il sindacato dei giornalisti: «Intervenga il Prefetto»

Dopo la diffusione sul web e su WhatsApp dei nomi dei contagiati da coronavirus a Crotone, il sindacato dei giornalisti della Calabria chiede l’intervento del Prefetto Tombesi

CROTONE «Quanto registrato a Crotone impone un immediato intervento delle autorità sanitarie e giudiziarie, le uniche autorizzate, in casi eccezionali, quale è l’attuale, a rendere noti elementi finalizzati esclusivamente a tutelare la salute pubblica». E’ quanto afferma in una nota Carlo Parisi, segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria e segretario generale aggiunto della Fnsi.

Il riferimento è  a quanto avvenuto in queste ultime ore a Crotone: un file contenente un elenco di 59 nomi e cognomi di contagiati da coronavirus, aggiornato alle ore 16 del 22 marzo scorso (QUI LA NOTIZIA). «Si tratta – scrivono – di una gravissima violazione della privacy che, oltre agli aspetti penali connessi, sta alimentando atteggiamenti e comportamenti pericolosi: un’assurda e inaccettabile “caccia all’untore” mentre tutti dovremmo unirci e tutelarci gli uni e gli altri per combattere contro un unico nemico, il virus. “Caccia all’untore” alla quale, naturalmente, tutti i giornalisti – compresi il Corriere della Calabria e CrotoneNews che hanno denunciato la vicenda – si sono sottratti, nel rispetto della legge e del codice deontologico, ma non la Rete, che consente, purtroppo, a chiunque di mettere in circolo fake news o – come nel caso in questione – dati sensibili».  L’Asp pitagorica ha già presentato una denuncia contro ignoti. Ora il sindacato dei giornalisti chiede l’intervento del prefetto di Crotone, Tiziana Tombesi.





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