ARMI SIRIANE | Gioia torna alla normalità

GIOIA TAURO È tornata alla normalità l’attività di transhipment nel porto di Gioia Tauro, teatro ieri del trasbordo di armi chimiche siriane dal cargo danese Ark Futura alla nave statunitense…

GIOIA TAURO È tornata alla normalità l’attività di transhipment nel porto di Gioia Tauro, teatro ieri del trasbordo di armi chimiche siriane dal cargo danese Ark Futura alla nave statunitense Cape Ray che ha catalizzato l’attenzione dei principali mass media italiani e internazionali. La prima nave ad entrare in porto, ad operazioni di trasbordo ultimate e dopo che le due unità navali erano ripartite, è stata la nave portacontainer “Giorgia” proveniente dalla Turchia. Volti finalmente rilassati stamani, nella sede della guardia costiera di Gioia Tauro a poco più di 12 ore dalla conclusione della prima fase delle operazioni di disarmo dell’arsenale chimico requisito al regime di Bashiar el Assad. «È stata una bella esperienza – dicono il comandante della capitaneria di porto Davide Barbagiovanni e il vice Antonio Logiudice – un successo frutto della collaborazione positiva tra tutte le forze di polizia coordinate dalla Prefettura di Reggio Calabria e dalle alte professionalità degli operatori portuali. Si è trattato, inoltre, di un’attività di pianificazione che in questi mesi si è sviluppata attraverso una serie di importanti riunioni alla Farnesina e a Palazzo Chigi. Momenti che hanno consentito di preparare al meglio ogni aspetto dell’operazione. Adesso c’è la soddisfazione per una prova superata brillantemente da tutti».

 

IL SINDACO DI SAN FERDINANDO: ORA SI PARLI DEL FUTURO
«Con la presidente facente funzioni della Regione Calabria, Antonella Stasi, abbiamo concordato che in mancanza di una convocazione a breve da parte del governo per discutere del futuro del porto di Gioia Tauro, ci autoconvocheremo, con i sindaci che vorranno esserci, davanti a Palazzo Chigi». Lo ha detto all’Ansa il sindaco di San Ferdinando, Domenico Madafferi, all’indomani della conclusione delle operazioni di trasbordo delle armi chimiche siriane. «Abbiamo fatto l’impossibile in questi giorni – ha aggiunto Madaffari – per garantire la massima tranquillità nello svolgimento delle operazioni. Adesso ci attendiamo dal governo, che all’epoca del presidente Enrico Letta aveva promesso mari e monti, uguale senso di responsabilità. Non siamo disposti a tollerare ulteriormente dimostrazioni di indifferenza. E siamo pronti, pertanto, a portare la nostra protesta anche a Roma». (0090)





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