Arpacal, online i report delle centrali a biomasse di Crotone e Strongoli

In entrambi gli impianti, dal report redatto, non vi sono stati superamenti rispetto ai valori limiti imposti dalla normativa di settore

Arpacal biomassa

CROTONE Il dipartimento provinciale di Crotone dell’Arpacal, diretto dal Rosario Aloisio, dopo averli  trasmessi alle società titolari degli impianti, ha pubblicato online questa mattina i report sulla qualità dell’aria delle centrali biomasse di Strongoli e Crotone. Le società Biomasse Italia S.p.A, e Biomasse Crotone S.p.A. proprietarie degli impianti, infatti, in base all’autorizzazione integrata ambientale  rilasciata dalla Regione Calabria, sono chiamate ad adottare anche un Piano di Monitoraggio della qualità dell’aria in accordo con Arpacal.

 GLI INQUINANTI L’ attività, avviata al principio degli anni 2000 nelle due centrali, è sempre stata quella di produzione di energia elettrica mediante la combustione di biomassa vergine.Gli inquinanti monitorati sono quindi: Ossidi di azoto (NOX), Polveri totali sospese (PM2,5 e PM10),  Biossido di zolfo (SO2), CO (monossido di carbonio), Benzene, Toluene, Xilene, Etilbenzene, O-Xilene, MP-Xilene.Vengono inoltre analizzati tramite determinazioni analitiche sulle polveri fini – a cura del laboratorio chimico del dipartimento Arpacal di Reggio Calabria – il PM10 e gli elementi in tracce: Arsenico, Cadmio, Nichel, Piombo; e il Benzo(a)pirene uno degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA). In entrambi gli impianti, dal report redatto dal servizio Tematico Aria del Dipartimento di Crotone dell’Arpacal, non vi sono stati superamenti rispetto ai valori limiti imposti dalla normativa di settore.

I report sono consultabili a questo indirizzo.







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